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Sarebbe doloso l'incendio scoppiato alla Mecoris qualche giorno fa e che sta creando gravi problemi al comune di Frosinone. L'azienda, che si occupa dello smaltimento di rifiuti speciali e industriali, continua a bruciare da domenica, destando preoccupazione nei residenti che continuano a respirare i miasmi derivanti dal rogo. I Vigili del Fuoco, gli investigatori dei Carabinieri Forestali e della Squadra Mobile hanno individuato tre punti da cui sarebbero partite le fiamme. La Procura di Frosinone ha aperto un fascicolo – al momento ancora contro ignoti – e sta setacciando la società che gestisce la Mecoris, il titolare dell'impianto e qualsiasi cosa possa far capire cosa sia successo all'azienda di smaltimento dei rifiuti e perché sia scoppiato il rogo. Perché le fiamme non sembrano essere né causali né propagatesi da un corto circuito accidentale.

Frosinone, i provvedimenti del sindaco per l'incendio alla Mecoris

L'incendio alla Mecoris di Frosinone continua a fumare. Il sindaco, nel giorno immediatamente successivo al rogo, ha chiuso le scuole nell'arco di tre chilometri e il deposito Cotral. È stata inoltre emessa un'ordinanza per informare le persone dei divieti in atto fino al 9 luglio, nonché una lista di comportamenti da adottare finché la situazione non sia rientrata nella normalità. "È opportuno, ancora per qualche giorno, chiudere le finestre e limitare gli impianti di areazione nella fascia oraria compresa tra le 6.30 e le 9 del mattino, evitando l'esposizione alla luce solare, soprattutto per le persone anziane, per i bambini, le donne in gravidanza e quanti risultino affetti da patologie cardiovascolari e neurologiche – ha detto il sindaco Nicola Ottaviani – Rimangono in piedi, inoltre, i divieti di coltivazione e di pascolo, nell'area circoscritta a due km di raggio dal luogo dell'incendio, fino al giorno 9 luglio".