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Flash-mob lavoratori del San Camillo: “Turni fino a 17 ore di fila”

Contro turni massacranti e carenza di organico un flash-mob dei lavoratori della sanità impegnati nella trincea del pronto soccorso. Ad organizzare la protesta di fronte all’ospedale San Camillo la Cgil con lo slogan #ProntoSoccorsoKo.
A cura di Valerio Renzi
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Contro turni massacranti e carenza di organico un flash-mob dei lavoratori della sanità impegnati nella trincea del pronto soccorso. Ad organizzare la protesta di fronte all'ospedale San Camillo la Cgil con lo slogan #ProntoSoccorsoKo. "Abbiamo turni spesso raddoppiati da 7 a 14 ore o, se notturni, anche fino a 17 ore, perché quando ci sono periodi di sovraffollamento, alla necessità di più personale si supplisce solo con straordinari", racconta Domenico Papalia, infermiere del Pronto Soccorso del San Camillo. L'iniziativa è stata coordinata con molte altre città da Nord a Sud Italia, dai lavoratori stanchi di pagare in prima persona per la mancanze di personale e per il blocco del turn over.

Condizioni di lavoro insopportabili

"Possono arrivare codici rossi anche dopo 15 ore di lavoro e, in quel caso, non è detto che si riesca ad assistere il paziente nel migliore dei modi", raccontano ancora i lavoratori. Il risultato di questa situazione? Uno stress che può arrivare all'aggressione fisica. "Pochi giorni fa, mentre una collega stava dando informazioni, la porta del box si è aperta e una paziente esasperata dalla lunga attesa, l'ha aggredita con un pugno sul sopracciglio", ricorda Cristian Vender, infermiere. Uno stress che non risparmia autisti e barellieri delle ambulanze, che si trovano "a fare doppi turni con tutte le difficoltà che richiede mantenere un'attenta concentrazione per riuscire a guidare e assistere pazienti in pericolo di vita", racconta Sergio Bussone dipendente dell'Ares 118.

Ambulanze ferme per la mancanza di barelle

Proprio le ambulanze sono uno dei problemi più gravi nel Lazio dove le ambulanze troppo spesso rimangono ferme: "Il servizio – spiegano i lavoratori – ha accumulato nel 2014 ben 130.000 ore di fermo mezzi, in pratica un'ambulanza ferma per 20 anni consecutivi con personale pagato". Le barelle, che mancano nei reparti, vengono utilizzate per ricoverare i pazienti con il risultato che le ambulanze non possono partire.

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