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Finisce la proroga e con il nuovo anno torna l’allarme sfratti

Il governo non proroga lo stop agli sfratti per le fasce sociali più svantaggiate, l’allarme lanciato dal sindacato Unione Inquilini: “Nella sola città di Roma prevediamo che nel solo mese di gennaio potranno essere messi in esecuzione circa 3.000 sfratti di famiglie che continuano regolarmente a pagare l’affitto ma hanno il contratto scaduto”.
A cura di Valerio Renzi
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Oggi termina lo stop agli sfratti per anziani, malati terminali, portatori d'handicap, famiglie con minori e a basso reddito. Con il nuovo anno così riprenderanno gli sfratti anche per le fasce sociali più deboli e per morosità incolpevole. A denunciarlo l'Unione Inquilini di Roma: "Nonostante un Ordine del Giorno accolto dal Governo, nel Decreto Legge così detto ‘Mille Proroghe' non è stata inserita la proroga degli sfratti", denunciano il sindacato degli inquilini che stima il numero di famiglie che potrebbero ritrovarsi in mezzo ad una strada: "Nella sola città di Roma prevediamo che nel solo mese di gennaio potranno essere messi in esecuzione circa 3.000 sfratti di famiglie che continuano regolarmente a pagare l’affitto ma hanno il contratto scaduto. Una ulteriore emergenza che il nuovo Assessore alla casa si troverà a gestire senza alcuna possibile risposta".

Per questo Guido Lanciano, segretario dell'Unione Inquilini di Roma e Lazio si è appellato al sindaco Marino e al prefetto Pecorare affinché "intervengano immediatamente presso il Governo per l’inserimento nel Decreto (non ancora pubblicato) della proroga promessa al Parlamento, e che, comunque, il Prefetto disponga di sua iniziativa la sospensione della concessione della Forza Pubblica sino alla conversione in legge del Decreto".

A sottolineare la gravità della situazione, che potrebbe trasformarsi in una vera e propria polveriera sociale senza l'intervento delle istituzioni, anche Walter De Cesaris, segretario nazionale del sindacato degli inquilini. "Dal primo gennaio del prossimo anno – ha dichiarato De Cesaris potranno essere eseguiti anche gli sfratti per finita locazione ai danni di quei nuclei che, per condizioni economiche e situazioni familiari, non hanno alcuna possibilità di poter reperire un alloggio alternativo nel mercato privato e senza che i comuni, vista la carenza di abitazioni sociali a disposizione, abbiano la minima possibilità di intervenire. Tutto questo – conclude – avviene in una condizione disperata per la condizione abitativa del Paese, con una situazione degli sfratti per morosità esplosiva: ormai siamo vicini alle 80 mila nuove sentenze di sfratto ogni anno, di cui oltre il 90% per morosità e un numero di sfratti accumulato dagli 5 ultimi anni che è stimabile in almeno 300 mila sentenze pendenti".

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