I lavoratori del gruppo Faro impiegati nei magazzini di Zara, hanno denunciato di essere stati aggredititi durante la mattina di mercoledì 6 marzo da un gruppo di quindici persone. A denunciarlo, la segreteria regionale della Filt Cgil, che ha diffuso un comunicato in cui ha raccontato l'accaduto. "Stamattina abbiamo purtroppo assistito a una vile aggressione da parte di un gruppo di violenti picchiatori mandati su commissione (non sappiamo da parte di chi, ma lo immaginiamo) nei confronti dei lavoratori del gruppo Faro, in sciopero da diversi giorni per richiedere gli arretrati di molti anni di lavoro straordinario mai pagato". Secondo quanto raccontato dal sindacato quindici persone sarebbero entrate nel magazzino con pistole elettriche e oggetti contundenti, iniziando a colpire i lavoratori ormai in sciopero da diversi giorni. Per alcuni di loro si è reso necessario il ricovero in ospedale. Le forze dell'ordine hanno identificato gli aggressori, ma per adesso le loro generalità non sono ancora note.

Facchini in sciopero: "Zara allontani il gruppo Faro dopo l'aggressione"

Zara ha preso le distanze da quanto accaduto all'interno del magazzino, ma i lavoratori hanno chiesto che il gruppo Faro sia allontanato dal gruppo imprenditoriale. "Oltre a non pagare regolarmente i salari dei lavoratori – scrive il sindacato nella nota – sta evidenziando incapacità nella gestione della vertenza secondo le normali regole di ingaggio del confronto sindacale. Queste modalità di repressione di antica memoria non ci spaventano e continueremo ad assistere i lavoratori nella loro lotta. Stiamo valutando di interrompere le relazioni con il gruppo Faro e chiedere la presenza della committente Zara". Sono diversi giorni che i lavoratori del gruppo Faro stanno portando avanti lo sciopero, che poi si è esteso agli altri magazzini presenti nel resto d'Italia. Il sindacato ha denunciato le condizioni dei facchini, lamentando straordinari non pagati, stipendi in ritardo, e clima lavorativo molto pesante. Ed è proprio nei magazzini di Roma che la protesta è stata più dura.