Grande dispiegamento di Polizia a Prima Porta, dove alle ore 6 di questa mattina, martedì 13 agosto, erano previste le esequie di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, il leader degli Irriducibili ucciso mercoledì scorso con un colpo di pistola nel Parco degli Acquedotti a Roma, per mano di un killer che fingeva di fare jogging. Ma davanti al Cimitero Flaminio all'alba non c'era nessuno, se non poliziotti con mezzi blindati e cronisti. A attenderlo solo un ragazzo con la maglia della Lazio e una residente, che ha preparato per Fabrizio due mazzolini di fiori, uno bianco e l'altro celeste. Ma non c'è stato nessun funerale, dopo un'attesa di diversi minuti, la bara non è mai arrivata. Secondo quanto appreso nella notte la moglie e la famiglia di Piscitelli hanno riconosciuto la salma, ma non hanno concesso l'autorizzazione per lo spostamento da Tor Vergata.

Il funerale di Fabrizio Piscitelli oggi non c'è stato

La situazione è rimasta tranquilla, appresa la notizia le pattuglie della Polizia intorno alle 7 si sono spostate, molte verso la sede degli Irriducibili. Nel frattempo è emersa la possibilità che il corpo venga cremato, in questo caso saranno necessari tre o quattro giorni. Ieri la moglie di Piscitelli aveva deciso di non partecipare alle esequie in forma privata imposte dal questore Carmine Esposito "per motivi di sicurezza" perché vorrebbe dire addio a Fabrizio "come merita" e aveva chiesto ad amici e tifosi di non andare. Presa di posizione assunta dopo il rigetto da parte del Tar rispetto al ricorso presentato dalla donna. Mentre la sorella dell'uomo ha spiegato le loro intenzioni di provarle tutte le vie legali possibili, compresa la Corte di Strasburgo.