L'emergenza rifiuti potrebbe non finire con il ritorno dalle ferie. Questo è quanto emerge dall'audizione della commissione capitolina Trasparenza, che ha visto l'amministratore delegato di Ama Paolo Longoni lanciare un allarme sugli impianti di trattamento. "In questo momento ci troviamo di fronte a 3 impianti chiusi per manutenzione e uno che si rifiuta di ricevere rifiuti contrattualizzati mettendo Ama in una situazione di prospettica difficoltà – ha spiegato – Perché possono mancarci quantità settimanali importanti. Del comportamento non conforme a quello che è contenuto nei contratti stipulati e nell'ordinanza abbiamo fatto dettagliato referto a sindaca, ministro, Regione e prefetto dicendo quando si verificherà, se continuerà questa situazione, il pericolo di mancata collocazione dei rifiuti".

"Abbiamo una probabile criticità nelle prossime settimane perché gli impianti, prima ancora che l'ordinanza che gli impone di ricevere al massimo, non rispettano i contratti sottoscritti un anno fa – spiega Longoni – Che gli dicono di prendere duemila tonnellate settimanali e invece dicono ‘non ne prendiamo più di trecento'. Ci sono tre impianti in manutenzione, poi c'è quello di Aprilia che riduce le quantità ad libitum. Più di dirlo alla sindaca, al prefetto, alla Regione, al ministro e alla Procura della Repubblica che non si rispetta un'ordinanza contingibile e urgente, cosa possiamo fare?". Longoni ha parlato anche dell'accordo concluso il 10 agosto con Regione Marche e Abruzzo: una volta entrato in vigore, consentirà alla Regione Lazio di procedere con la manutenzione dei propri impianti. Rimane aperto il campo rifiuti all'estero: "Siamo alla ricerca di canali corretti per, all'occorrenza, collocare i rifiuti nelle nazioni che li accolgono e che li usano come combustibile nei cementifici, ad esempio Ucraina e Bulgaria, ma anche lì occorre la Regione di sostegno".