Virginia Raggi
in foto: Virginia Raggi

Fra quindici giorni la raccolta dei rifiuti tornerà ad essere un "grosso problema". Il quindi ottobre, infatti, scadrà la proroga dell'ordinanza firmata da Nicola Zingaretti e che obbliga gli impianti regionali ad accogliere l'immondizia di Roma. Scaduto questo termine, sarà nuovamente emergenza. A sostenerlo, in un'intervista rilasciata al Messaggero, è l'amministratore dimissionario di Ama, Paolo Longoni. "Io e gli altri ex membri del Cda abbiamo cercato la sindaca Raggi una settimana fa per chiederle un incontro, Dalla sua segreteria ci hanno risposto che ci avrebbero contattato. Non l'hanno fatto", spiega l'ex ad. Secondo Longoni "tra 15 giorni la città avrà grossissimi problemi, perché con la fine dell'ordinanza regionale che dispone il trattamento obbligatorio dei rifiuti della città, e che finora è stata rispettata, ci troveremo a patire ancora di più la carenza di impianti dove lavorare e depositare i rifiuti e le difficoltà di Ama di trasferire l'indifferenziato. Noi volevamo resistere ma ci siamo dimessi quando non abbiamo avuto più la fiducia del socio. Ama e il Comune sono la stessa cosa". La stessa sindaca, ieri, poche ore prima dell'annuncio delle dimissioni da parte dei membri dell'ex cda, aveva ammesso che la proroga dell'ordinanza regionale per soli 15 giorni non sarebbe bastata a prevenire una nuova emergenza rifiuti. "Quindici giorni non sono sufficienti, c'è stata una grave sottovalutazione", dichiarato la sindaca. Per la Regione, invece, i quindici giorni sono sufficienti perché dovrebbero riaprire, in questo arco di tempo, i due tmb privati di Malagrotta, chiusi per diversi mesi per lavori.

A Roma, ha spiegato Longoni al Messaggero, serve una discarica e la sua realizzazione "è inserita per il territorio di Roma nel piano rifiuti della Regione scritto in accordo con il ministero dell'Ambiente. Anche perché l'unica esistente nel Lazio, quella di Colleferro, sta per chiudere. Posso dire che in una prospettiva virtuosa nel medio e lungo termine la necessità di una discarica cessa. Ma nel breve termine Colleferro chiude e questa è l'unica strada per liberarsi dal giogo dei privati".