Un'inchiesta condotta dalla Dda di Roma ha portato all'arresto questa mattina di 19 persone. I mandati di custodia cautelare in carcere sono stati eseguiti dalle prime ore dell'alba da agenti della Polizia di Stata e della Guardia di Finanza: i destinatari sono tutti accusati a vario titolo di far parte dello stesso sodalizio criminale con base a Roma, in grado di importare cocaina direttamente dal Sud America e farla arrivare nella capitale. Parte dei carichi di droga erano destinati ad una delle cosche di ‘ndrangheta più potenti, gli Alvari di Sinopoli.

Nel corso dell'inchiesta sequestrati 50 chili di droga.

Lungo l'inchiesta, andata avanti per oltre un anno, sono stati sequestrati circa cinquanta chili di droga e realizzate centinaia di ore di intercettazioni telefoniche e ambientali, indispensabili per ricostruire organigramma e ramificazioni dell'organizzazione. Alle operazioni hanno preso parte i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata – e i poliziotti della Sezione Narcotici della locale Squadra Mobile, unitamente a militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Malpensa e ad agenti del Commissariato di Fidene Serpentara.

Un salto di qualità?

L'impressione, in attesa che gli inquirenti diffondano maggiori informazioni sugli arresti eseguiti, è della scoperta di un salto di qualità della criminalità organizzata a Roma. La capitale non è più solo il punto di arrivo finale della droga importata da ‘ndrangheta e camorra, ma gruppi locali riescono ora a far arrivare la cocaina in proprio, per poi addirittura destinarne una parte a una cosca ‘pesante' come quella degli Alvaro.