Dieci famiglie sgomberate dal residence: “Non sappiamo dove andare”

Cacciati nel novembre del 2013 dalle loro dimore di fortuna in via Foce dell'Aniene, l'area era a rischio alluvione per la Protezione Civile, si trovano oggi dopo un anno di nuovo in mezzo alla strada. Si tratta di dieci famiglie di peruviani e filippini, 40 persone in tutto tra cui 12 bambini, allontanate quest'oggi dalla polizia di Roma Capitale dal residence in cui erano stati sistemati in via di Casal Morena. “Queste famiglie non sanno dove andare” ha denunciato Patrizia Behman, Presidente della Uniet, l'associazione inquilini della Uil, che da tempo segue la loro situazione – Per questo donne e bambini si sono riversati nella sede dell'assessorato alla Casa per chiedere una soluzione”. Un'occupazione che non si è protratta a lungo: l'assessorato alle Politiche Sociali ha trovato una sistemazione, anch'essa provvisoria alle famiglie. Lo sgombero dalla struttura di Morena era annunciato: i fondi con cui erano state ospitate le famiglie erano stati messi a disposizione dal Gabinetto del Sindaco e l'occupazione del residence doveva terminare lo scorso 31 luglio. Alle famiglie era stata concessa un'ulteriore proroga di due mesi che scadeva proprio questa mattina.
La storia del residence di via Casal Morena
L'ennesima storia di emergenza abitativa che si presenta a bussare alle porte delle istituzioni che, a volte, di emergenza in emergenza riescono a tamponare un problema che non trova però soluzioni strutturali. “Queste famiglie sono disponibili a pagare un affitto per ma non possono permettersi abitazioni ai prezzi di libero mercato. Non possono essere lasciate sole nella ricerca di una casa in affitto”, dichiara la Presidente dell'Uniet che denuncia anche le modalità con cui è avvenuto lo sgombero: “Non gli hanno permesso di prendere gli effetti personali, nessuno si è preoccupato di dare loro da mangiare o dell'acqua, ci sono mamme con bambini piccoli che non avevano nemmeno il pannolino da cambiare ai loro figli. Tutto questo è inaccettabile". Intanto questa notte queste 40 persone non dormiranno per strada. Mentre si continuano a spendere centinaia di migliaia di euro per i residence e altre situazioni emergenziali, ma la soluzione sembra non arrivare mai.