In uno speciale esclusivo in edicola oggi, il Fatto Quotidiano entra a gamba tesa nel dibattito all'interno del Movimento 5 stelle sul voto sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona per il caso della nave Diciotti. Mentre la formulazione del quesito a cui risponderanno oggi gli iscritti alla piattaforma Rousseau sembra fatto apposta per assecondare la linea della leadership nazionale, questione che sta infiammando la base grillina,  i tre sindaci più di peso del MoVimento dicono la loro sulla questione: per Virginia Raggi, Filippo Nogarin e Chiara Appendino il ministro Salvini dovrebbe affrontare il processo.

"Io non dico agli altri cosa debbano fare. Posso dire però che io un processo l'ho affrontato a testa alta e sono stata assolta", argomenta la sindaca di Roma facendo riferimento al procedimento che la vedeva imputata per falso. Raggi sottolinea poi come fosse disposta a dimettersi in caso di condanna, ribadendo la condotta del M5s: "Avevo già annunciato che avrei rimesso il mio mandato in caso di condanna. Ma ero fiduciosa della assoluzione perché mi sono sempre comportata onestamente. È una questione strettamente personale. Le responsabilità, anche quelle politiche sono personali".

Tra il ministro dell'Interno e la prima cittadina della capitale è ormai da mesi guerra aperta. Uno scontro consumato quasi settimanalmente con botta e risposta a distanza su quasi qualsiasi argomento: dagli sgomberi alle buche, dai tempi di attesa dei bus agli attesi rinforzi di polizia su Roma. L'ultima stoccata di Raggi a Salvini era arrivata solo qualche giorno fa, quando durante la presentazione del libro ‘Casamonica' del giornalista Nello Trocchia aveva criticato il presenzialismo del leader della Lega: "Il lavoro per combattere il crimine deve essere fatto giorno per giorno, talvolta in maniera silenziosa e sotterranea. Ci può essere il momento importante, in cui facciamo vedere alla cittadinanza che ci siamo, ma poi lavoro deve continuare in maniera silenziosa e dovrebbe essere fatto anche risvegliando le coscienze civili".

Raggi smentisce: "Parole ingigantite, sostegno a Di Maio"

In mattinata la sindaca ridimensiona la strappo su Twitter: "Ingigantite mie parole su caso Diciotti. Chiariamo subito un punto: sostegno pieno alla linea scelta da Luigi Di Maio".