Diamanti, milioni e gioielli. Il tesoro per cui è stato ucciso Fanella va allo Stato

E' il 3 luglio del 2014 quando Silvio Fanella va ad aprire la porta della sua abitazione alla Camilluccia, uno dei quartieri della ‘Roma bene', dove risiede agli arresti domiciliari. Una breve colluttazione, poi i colpi di arma da fuoco e quello che è stato riconosciuto come il cassiere del sodalizio criminale messo su da Gennaro Mokbel, cade a terra ucciso a colpi di pistola. Ma cosa volevano quegli uomini, un commando che si è poi scoperto essere composta da criminali comuni ed estremisti di destra? Semplice, i soldi e i diamanti nascosti da Fanella, un tesoro che proverrebbe secondo gli investigatori dalle attività illecite per cui è sotto accusa Mokbel, a cominciare dalla maxi truffa Fastweb-Telecom Sparkle.
Una parte consistente di quel tesoro i carabinieri dei Ros l'avevano ritrovato alcuni giorni dopo in una casa del frusinate: 34 bustine di stoffa piene zeppe di diamanti, 204.100 dollari sottovuoto e mazzette per un totale 232.800 euro, cinque orologi preziosi. Ora il tesoro che è costato la vita Fanella e il carcere al commando che l'ha ucciso, diventerà proprietà dello Stato che, secondo quanto riporta il Messaggero, ha deciso di sottrarlo agli eredi, essendo evidente la provenienza illecita di quel bottino. Oltre ai diamanti lo Stato incamererà anche conti correnti, libretti di risparmio, oro e terreni.