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Detenuto morto di polmonite a Rebibbia: due medici rischiano condanna per omicidio colposo

Danilo Orlandi muore il 1 giugno del 2013 nel carcere di Rebibbia per una banale polmonite. Ora due medici in servizio nel penitenziario rischiano una condanna per omicidio colposo. Secondo l’accusa non misurarono neanche la febbre al detenuto, che dopo due giorni veniva trovato senza vita.
A cura di Valerio Renzi
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Danilo Orlandi è morto il 1 giugno del 2013 nel carcere romano di Rebibbia. Ancora qualche settimana in cella e sarebbe tornato libero, dopo aver scontato i sei mesi di carcere a cui era stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Ma dal carcere di Rebibbia Danilo non è mai uscito vivo, morto per una semplice polmonite che, secondo il pubblico ministero Mario Ardigò, i medici della struttura penitenziaria avrebbero diagnosticato se solo l'avessero visitato con la perizia dovuta. Per questo, al termine dell'udienza del processo, celebrato con rito abbreviato, che vede imputati due camici bianchi in servizio nel carcere, il pm ha chiesto una condanna a sei mesi per omicidio colposo.

Nella sua requisitoria il pm Ardigò a anche invocato il rinvio a giudizio per il direttore della struttura sanitaria del carcere di Rebibbia, Luciano Aloise. Secondo l'accusa sarebbe bastata una diagnosi corretta e la prescrizione di semplici medicinali per salvare la vita a Danilo Orlandi, ma i medici, secondo le circostanze ricostruite dall'accusa, neanche misurarono la febbre al paziente durante l'ultima visita. Dopo quarantott'ore Danilo moriva per una banale polmonite.

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