Desirée Mariottini
in foto: Desirée Mariottini

Non ci sono elementi sufficienti per dimostrare la colpevolezza di due degli spacciatori accusati di omicidio volontario nei confronti di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina drogata, stuprata e uccisa nel quartiere di San Lorenzo. Si tratta di Chima Alinno e Brian Minthe. A stabilirlo il Tribunale del Riesame di Roma. I giudici, inoltre, hanno alleggerito la contestazione sulla violenza sessuale nei confronti di Desirée, ritenendo che non si sia trattato di uno stupro di gruppo aggravato dalla minore età della vittima ma di abusi commessi singolarmente. La procura però non cambia le sue posizioni e i pm di Piazzale Clodio restano convinti che gli elementi fin qui raccolti a carico degli indagati diano forza all'iniziale pista investigativa seguita dalla polizia. "Siamo ancora nella fase degli indizi – si apprende dalla Procura – e quindi è giusto che il tribunale faccia le sue valutazioni. Aspettiamo di conoscere le motivazioni del provvedimento. Il nostro quadro accusatorio però non cambia di una virgola. Anzi". I due uomini restano comunque in carcere per l'accusa di spaccio e cessione di stupefacenti e per la violenza sessuale. La pronuncia dei giudici crea un precedente anche per gli altri indagati nel delitto. "Sono contenta per il mio assistito nella cui innocenza, alla luce delle indagini svolte, ho sempre creduto – ha commentato la decisione Pina Tenga, legale difensore di Alinno Chima – Mi dispiace perché, indagini condotte in tal modo, rischiano di non rendere giustizia a quella povera ragazza" .

Domani si terrà l'udienza per Mamadou Gara e l'interrogatorio di garanzia del quarto arrestato, Mario Mancini, lo spacciatore italiano di 36 anni per il quale la procura di Roma ha chiesto la convalida d'arresto. L'uomo è ritenuto responsabile di aver venduto i farmaci assunti da Desirée prima dello stupro, un mix letale che non le ha lasciato scampo. L'uomo è stato fermato nei pressi della stazione della metro C Pigneto. A indicarlo alle forze dell'ordine, alcuni frequentatori dello stabile abbandonato di via dei Lucani dov'è stato trovato il corpo senza vita della giovane. Il 36enne avrebbe ammesso le sue responsabilità.