Sono venuti a Roma appositamente per fare il trucco dello specchietto e rubare Rolex ai malcapitati che mettevano il braccio fuori dal finestrino. Sono finiti in manette due ragazzi di Napoli originari dei Quartieri Spagnoli, che in una sola giornata hanno messo a segno due colpi in 45 minuti. E nemmeno nello stesso posto, ma uno nel quartiere Flaminio e uno in via XX Settembre. I due giovani – rispettivamente di 28 e 26 anni – sono stati rintracciati oggi nei Quartieri Spagnoli,  dopo le indagini condotte dai poliziotti della sezione rapine: sono stati arrestati e tradotti nel carcere di Poggioreale per aver sottratto due Rolex dal valore totale di 50mila euro. Gli investigatori tenevano sott'occhio già da tempo alcuni gruppi di persone che periodicamente si spostavano dalla Campania al Lazio per delle rapine da effettuare soprattutto nella città di Roma.

Truffa dello specchietto, ecco come agivano per rubare i Rolex

La modalità con cui avveniva la truffa dello specchietto era sempre la stessa: i due ragazzi aspettavano che la facoltosa vittima fosse ferma al semaforo o si accingesse a parcheggiare. A quel punto uno dei due – a bordo di uno scooter – urtava lo specchietto della macchina, costringendo il conducente a tirare fuori il braccio per sistemarlo. Ed è allora che entrava in scena il complice, che sfilava con forza l'orologio dal polso del malcapitato. Una truffa consolidata questa, che ha visto tra le sue vittime anche il capitano del Frosinone Daniel Ciofani. Il calciatore è stato rapinato nel quartiere Prati – sempre a Roma – alle 11.30 di domenica mattina. Non è chiaro se i due ragazzi fermati oggi nei Quartieri Spagnoli siano gli stessi che hanno rubato il Rolex a Ciofani. La truffa dello specchietto è una tecnica usata nella capitale da molti anni: un'altra variante è quella che vede i malviventi colpire con un sasso la vettura della vittima, e far finta poi di essere stati tamponati. Con la scusa di non voler mettere in mezzo le assicurazioni, si sincerano che la vittima non chiami le forze dell'ordine, estorcendosi così – spesso anche in maniera violenta – denaro in contanti.