L'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, è indagato per corruzione a Perugia e ad essere informato sarebbe stato anche il Csm. A riferirlo questa mattina fonti giornalistiche. Il diretto interessato ha replicato poco fa, chiarendo di non aver ricevuto nessun avviso di indagine e di voler essere subito ascoltato dall'autorità inquirente. "Apprendo dagli organi di stampa di essere indagato per un reato grave ed infamante per la mia persona e per i ruoli da me ricoperti. – così in una nota il pubblico ministero – Sto facendo chiedere alla Procura di Perugia di essere immediatamente interrogato perché voglio mettermi a disposizione per chiarire, nella sede competente ad istruire i procedimenti, ogni questione che direttamente o indirettamente possa riguardare la mia persona".

L'inchiesta potrebbe complicare la corsa dell'ex presidente dell'Anm e dell'ex membro del Csm a diventare nuovo procuratore aggiunto di Roma. Palamara, espressione della corrente Unità per la costituzione, ha ricevuto quattro voti su sei dalla Commissione incarichi direttivi del Csm, nella partita che dovrà portare anche alla nomina del nuovo procuratore capo dopo il pensionamento di Giuseppe Pignatone, una scelta su cui le diverse correnti del Csm appaiono più spaccate che mai. Palamara in particolare è appoggiato oltre cha dalla propria corrente anche dall'area più di destra del Csm quella di Magistratura Indipendente. La notizia dell'indagine che riguarda il pm arriva così in un momento in cui lo scontro istituzionale per la nomina del procuratore capo di Roma potrebbe arrivare ad assumere toni e dimensioni inedite, se non si raggiungerà un accordo nelle prossime ore. Frenetiche trattative sarebbero in corso tra correnti della magistratura e forze politiche per arrivare a una quadra.