La protesta si allarga anche al di Rebibbia a Roma, dove bruciano materassi e la polizia è intervenuta in forze nel Nuovo Complesso maschile sparando lacrimogeni. In aria si è alzato anche un elicottero e colonne di fumo nero si alzano da dentro il perimetro del penitenziario. C'è anche il carcere romano tra le ventisette case circondariali italiane, dove sono scoppiate rivolte e disordini. La situazione più drammatica a Modena ieri, dove sei detenuti hanno perso la vita in circostanze ancora tutte da chiarire.

Rivolta Rebibbia: parenti dei detenuti bloccano via Tiburtina

La rabbia è esplosa a seguito del decreto del consiglio dei ministri per la gestione dell'emergenza coronavirus, che sospende le visite in carcere. I detenuti chiedono misure radicali per tutelare la loro salute. Fuori si trovano decine di parenti dei detenuti: "Dentro si trovano molti malati. La polizia penitenziaria ha i guanti e le mascherine mentre noi e i nostri cari niente. Dove sta Bonafede? Dove sta il Governo?". Molti dei parenti che si sono recati questa mattina per i colloqui, nonostante fossero vietati e sono stati allontanati, da lì la tensione sarebbe salita fino a far scoppiare la rivolta. Una cinquantina di parenti delle persone recluse, per lo più donne, stanno bloccando via Tiburtina: le forze dell'ordine sono intervenute con una carica di alleggerimento per liberare la sede stradale, tra le proteste dei presenti.

Bonafoni, Capriccioli, Ciani: "Misure alternative e soluzioni per i colloqui"

Marta Bonafoni, Alessandro Capriccioli e Paolo Ciani, rispettivamente capigruppo della Lista Civica Zingaretti, +Europa Radicali e Demos alla Regione Lazio hanno pubblicato una nota chiedendo alle istituzioni di intervenire per abbassare la tensione all'interno delle carceri. "Nella nostra Regione, dove già esiste una situazione di sovraffollamento in tutti gli Istituti, nelle strutture di Cassino, Rebibbia NC, Velletri e Frosinone, ci sono state agitazioni e chiaramente non è immune da questo quadro generale. Anche in questi minuti ci arrivano notizie di fumo dall’interno del carcere di Rebibbia e di familiari che protestano ai cancelli fuori, e di fumo anche a Regina Coeli: ci sono le camionette dei vigili del fuoco all’esterno. – si legge nel comunicato – L’emergenza COVID-19 colpisce tutti, senza esclusione. É necessario compiere il massimo sforzo per spiegare l’eccezionalità di questa situazione ai detenuti, che in queste ore assistono ad un ulteriore restringimento della loro condizione; è necessario implementare azioni di prevenzione e screening per la popolazione detenuta e gli operatori della sanità e della sicurezza; è necessario ancor di più individuare misure alternative al carcere e favorire la detenzione domiciliare, per alleggerire la tensione negli istituti. Per consentire ed agevolare i contatti con i familiari, vietati dalle ordinanze del Governo, sarà importante anche predisporre una tecnologia per garantire colloqui via Skype fino a quando non sarà ripristinata la possibilità di visita negli stessi".

Proteste anche nel carcere di Regina Coeli e a Rieti

Una protesta è in corso anche nel carcere romano di Regina Coeli, segnalato del fumo all'interno del penitenziario. Al momento la situazione è più contenuta rispetto quanto accaduto a Rebibbia. Proteste anche nel carcere di Rieti, dove i detenuti hanno dato fuoco a diversi suppellettili provocando l'intervento della polizia penitenziaria.

Coronavirus, carceri in rivolta in tutta Italia

Sono ore concitate in decine di carceri di tutta Italia, da ieri sono in corso manifestazioni. Gravi disordini si stanno registrando questa mattina nel carcere di San Vittore a Milano mentre i detenuti stanno manifestando anche all'Ucciardone di Palermo. Proteste ed evasione di massa a Foggia dove più di 50 persone sono evase. Ieri nel Lazio, si è accesa la protesta nel carcere di Frosinone, preceduta da quella dei detenuti di Cassino. Nel carcere di Frosinone le proteste hanno originato fuochi in cella, distrutto un intero reparto e gli ospiti si sono arrampicati lungo le mura.