Immagine di repertorio
in foto: Immagine di repertorio

Detenuti in rivolta nel carcere di Frosinone. Secondo le informazioni apprese pare che a generare il malcontento sarebbe stata l'interruzione delle visite, un provvedimento impartito dal governo come misura volta a contenere i contagi da coronavirus. I detenuti hanno chiesto che vengano adottate misure specifiche per evitare il rischio dei contagi. Un clima particolarmente acceso che dalla mattinata di oggi, domenica 8 marzo, ha dato origine ad atti dimostrativi, come incendi originati all'interno delle celle. ALcuni detenuti si sono arrampicati lungo le mura. Per ristabilire una condizione di tranquillità è stato necessario l'intervento degli agenti della polizia penitenziaria, alcuni dei quali sono stati richiamati dal riposo o dalle ferie. Presenti come supporto nell'intervento, anche gli agenti della Polizia di Stato, che sono prontamente intervenuti con alcune pattuglie. Malcontento anche nel carcere di Cassino, dove nella serata di ieri i detenuti hanno manifestato il loro dissenso per provvedimento adottato, battendo incessantemente oggetti metallici contro le sbarre.

Detenuti in rivolta nel carcere di Frosinone: distrutto un intero reparto

“Giungono in questi minuti drammatiche notizie da Frosinone, dove sarebbe stato distrutto un intero reparto (ma non vi sarebbe stata alcuna evasione, diversamente da quanto riportato da alcuni organi d’informazione), da Modena, dove sarebbe in corso una violenta rivolta, da Foggia, dove pure vi sarebbero tensioni e pesanti disordini e, di nuovo, da Napoli Poggioreale, dove le tensioni di ieri sarebbero sfociate in questi minuti in vibranti proteste ” si legge in una nota diramata dal rappresentante della Uilpa Polizia Penitenziaria nazionale Gennarino De Fazio

"Non si dica che quanto sta accadendo è per il coronavirus, ma è con il coronavirus, perché il grave stato emergenziale che attanaglia le carceri, i detenuti e chi vi opera è in essere da troppo tempo e solo l’improvvisazione di chi ha il dovere di gestirle politicamente, per conto dei cittadini, poteva non prevedere quello che sta accadendo in queste ore. Una situazione che le organizzazioni sindacali rappresentative degli operatori del Corpo di polizia penitenziaria, denunciano insistentemente già da mesi”.