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Coronavirus
26 Marzo 2020
12:29

Morto di Covid-19 Paolo D’Ambrogi, farmacista di Nettuno. “Chiediamo mascherine e tamponi”

Paolo D’Ambrogi, un farmacista di Nettuno, è morto per coronavirus. La Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani ha chiesto al governo maggiori tutele per i colleghi quotidiamente a contatto con i pazienti: “Dispositivi di sicurezza e tamponi”. La Croce Rossa Italiana ha salutato il professionista con un messaggio d’addio.
A cura di Alessia Rabbai
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Coronavirus

Un farmacista di Nettuno è morto dopo aver contratto il coronavirus. La vittima è Paolo D'Ambrogi, titolare della sua parafarmacia nel Comune sul litorale sud della provincia di Roma e da più di vent'anni collaboratore della Croce Rossa Italiana. Il farmacista è scomparso due giorni fa, martedì 24 marzo, a darne notizia la Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani. D'Ambrogi ha contratto il virus e le sue condizioni di salute si sono progressivamente aggravate, fino al decesso. "La morte del collega deve far riflettere sui rischi della nostra professione – ha scritto in una nota il presidente Fofi Andrea Mandelli – come farmacisti ci troviamo sempre a contatto con il paziente, prestando il nostro servizio anche senza protezioni adeguate". Una denuncia quella che arriva dalla Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani: "Condividiamo la stessa carenza di dispositivi di protezione personale con gli altri professionisti della salute impegnati a contrastare l'emergenza". La richiesta avanzata al presidente del Consiglio, al ministro della Salute, al capo della Protezione civile e al commissario straordinario per l'emergenza, oltre alla disponibilità del materiale necessario per lavorare, è quella di sottoporre anche i farmacisti al test per la ricerca del CoVid-19.

Morto farmacista di Nettuno: il messaggio della Croce Rossa

Nettuno è in lutto per la morte di Paolo D'Ambrogi, un professionista molto conosciuto in città. Tantissimi i messaggi d'addio. Tra questi, un post pubblicato sulla pagina Facebook della Croce Rossa Italiana Comitato Anzio e Nettuno. Gli operatori lo ricordano come una persona "buona, onesta, amata e stimata da tutti. Era impegnato da più di venti anni a collaborare nell'insegnamento alle nostre allieve Infermiere con pazienza e dedizione. Lascia tra noi le tracce luminose del suo ricordo. Mancherà alla nostra comunità la sua straordinaria umanità, la sua profonda sensibilità, il suo affetto generoso. Tutti noi gli volevamo davvero bene, chi gli era amico, chi lo conosceva appena perché era nobile d’animo, sensibile, gentile. Ci uniamo alla famiglia in questo momento di grande dolore".

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