Sono 84 i medici positivi al coronavirus a Roma e il numero dei professionisti contagiati impegnati negli ospedali, il 13%, è destinato a crescere velocemente. A denunciarlo è Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici e odontoiatri di Roma, che chiede maggiore tutela nei confronti degli operatori sanitari che combattono quotidianamente la lotta contro il virus e che vengano fatti più tamponi. A preoccupare è il fatto che i medici si trovino ad affrontare l'emergenza in prima linea, a stretto contatto con i pazienti malati, spesso ancora senza i dispositivi di protezione personale adeguati. Mancanza di materiale necessario, che possa permettere a chi è nei reparti, di lavorare in sicurezza, per tutelarsi e assicurare la propria presenza. Magi rende noto che "tra questi 84, sono due i colleghi ricoverati, non in terapia intensiva, gli altri sono in quarantena a casa". Un'altra questione che Magi mette sul tavolino è la riduzione dell'orario degli ambulatori dei medici di famiglia, che "rischia di mettere a rischio l'assistenza dei pazienti con malattie croniche e se non possiamo proteggerci, possiamo a nostra volta diffondere il virus ad altre persone, diventando veicolo di contagio".

Regione Lazio: "Test a personale sanitario più a rischio"

La Regione Lazio ha reso noto che nei prossimi giorni e settimane effettuerà degli screening sul personale sanitario, sottoponendolo a un questionario in base al quale verrà fatta una valutazione del contagio a cui medici e infermieri singolarmente sono esposti per poi in base a questi criteri, sottoporli a tampone, che non saranno per tutti. Nel frattempo l'assessore regionale alla Sanità ha reso noto che: "Oggi sono state consegnate 31450 mascherine ffp2 e domani altre 30mila, mentre entro la settimana arriveranno un milione di pezzi". D'Amato ha spiegato che "si sta facendo uno sforzo senza precedenti per consentire agli operatori di lavorare in sicurezza e che la Regione Lazio è tra le regioni italiane ad aver effettuato il maggior numero di tamponi, il 20% al personale sanitario".