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Maestre in rivolta, i bambini entrano al nido alle 11

Continua la mobilitazione delle educatrici degli asili nido comunali di Roma contro la riorganizzazione del lavoro proposta dal Campidoglio. Dopo la mobilitazione di ieri sera questa mattina maestre in assemblea: “Non ci fidiamo vogliamo accordo scritto”.
A cura di Valerio Renzi
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Si sono riunite questa mattina in un'assemblea convocata questa mattina dai sindacati di fronte Palazzo Senatorio in Campidoglio. Sono le educatrici delle scuole dell'infanzia e dei nidi comunali da ieri in mobilitazione contro la riorganizzazione del lavoro voluta dal Campidoglio, al centro della trattativa sul contratto decentrato andata avanti fino a tarda sera tra i rappresentanti dei dipendenti comunali e il vicesindaco Luigi Nieri. Sotto le finestre di Marino le più agguerrite erano proprio loro, le maestre degli asili comunali in centinaia in piazza fino alla fine del tavolo. "A causa dell'assemblea quasi tutti i nidi e le scuole dell'infanzia del comune hanno posticipato l'apertura alle ore 11.00", informa Giancarlo Cosentino della Funzione Pubblica Cgil.

Questa mattina Nieri ha annunciato la sospensione della riorganizzazione del lavoro nei nidi comunali fino al prossimo anno scolastico. Una tregua annunciata ma di cui i sindacati aspettano conferma: "Attendiamo dall'amministrazione un documento scritto. Ieri abbiamo raggiunto una sorta di intento verbale. Nel settore educativo scolastico si sospenderà l'atto unilaterale per aprire un tavolo di trattativa fino al 30 giugno al massimo. E in questo periodo si utilizzerà la precedente disciplina per i nidi e le scuole materne",  ha dichiarato il sindacalista della Cisl Fp Giancarlo Cosentino. Per il segretario generale della Fp Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola "uno dei punti più importanti e positivi del negoziato è la sospensione delle modifiche organizzative del settore educativo-scolastico rimandate ad un tavolo tra le parte che si dovrà concludere entro l'anno scolastico. Questo avrà effetti importanti per i lavoratori e cittadini. Si ripristinano così un corretto rapporto bambini-educatori e lo stesso orario di lavoro per le educatrici, senza le tre ore settimanali. Ci conforta il clima di sostegno a questa ipotesi di intesa emerso dall'assemblea".

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