Comitati e lavoratori in corteo al Campidoglio: “No al bilancio dei diritti negati”
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Circa mille persone hanno sfilato dal Colosseo fino al Campidoglio per protestare contro i tagli al bilancio in discussione in aula Giulio Cesare. Un giudizio senza appello quello di tanti comitati e dei sindacati di base contro quello che definiscono: "Il bilancio dei diritti negati". In prima fila il Coordinamento romano acqua pubblica, che accusa l'amministrazione Marino di aprire la strada alla privatizzazione di Acea, comitati territoriali, come la Libera Repubblica di San Lorenzo e Cinecittà Bene Comune, tanti lavoratori comunali, dai canili agli asili, fino alle aziende municipalizzate.
Sotto accusa dai manifestanti viene messo il così detto ‘Salva Roma', che impone alla città di rientrare del debito, pena la cessione delle aziende municipalizzate e la vendita del patrimonio pubblico, come sta già in parte accadendo. "Un bilancio – scrivono quelli del comitato ‘Roma non si vende' – che, se approvato, metterà in ginocchio la città con tagli dei servizi, aumento delle tariffe, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico, per la gioia di pochi speculatori privati. Mai come questa volta i numeri nascondono un disegno politico ben chiaro. Una manovra economica figlia di una serie di politiche di austerità e di un “Piano di rientro", compresso da 3 anni ad 1 anno, che scaricano il peso dei tagli sempre sulle fasce sociali più deboli, mettendo in vendita beni e servizi della collettività, senza peraltro intaccare il famoso “debito” del Comune, ma solo per coprire le spese correnti e ritrovarci, tra qualche anno, più poveri di prima". "Le soluzioni alternative alla messa sul mercato dell'intera città ci sono ed è possibile praticarle", concludono i manifestanti che hanno richiesto all'amministrazione Marino un incontro per esporre le loro richieste e proposte.