Nereo
in foto: Nereo

Ha cambiato il parabrezza dell'auto dopo l'investimento R. D. L., la donna di Lunghezza indagata per omicidio stradale e omissione di soccorso. La 56enne è ritenuta responsabile di aver ucciso Nereo Murari, il clochard gentile che amava i libri morto lo scorso 7 gennaio dopo essere stato travolto da un'auto pirata su Corso d'Italia a Roma. "Ho avuto un incidente ma non ho visto un uomo a terra" ha detto durante l'interrogatorio davanti alla polizia locale del Gruppo Parioli e al pubblico ministero Giovanni Bertolini. Dopo l'accaduto la donna è andata al lavoro, poco distante dal luogo dell'investimento, ha fatto cambiare il parabrezza della sua Smart e le spazzole del tergicristallo, mentre i braccetti sono rimasti danneggiati. Proseguono le indagini degli investigatori che stanno tentando di risalire a chi ha riparato l'auto. Inizialmente il compagno di lei, ascoltato anch'esso, aveva confessato di essere il responsabile dell'accaduto ma la sua versione dei fatti non ha convinto gli inquirenti che hanno focalizzato l'attenzione sulla donna.

Le indagini

Ad incastrare la Smart nera sono state le oltre 60 ore di registrazioni delle telecamere di videosorveglianza. In tanti tra commercianti, privati e forze dell'ordine hanno collaborato per tentare di risalire al pirata della strada che ha ucciso il senza tetto, fornendo agli investigatori le riprese di varie telecamere della zona. Al caso ha collaborato anche la Cia dell’ambasciata Usa, che ha passato al vaglio ore di filmati che riprendevano il traffico lungo via Boncompagni e via Rossini. Le registrazioni mostrano l'auto fare retromarcia dopo aver investito Nereo, per poi ripartire di nuovo.