Fino al 29 febbraio, nel V Municipio c'era il Centro interculturale Eufemia, una struttura che accoglieva i bambini della zona per otto ore al giorno. Un centro che era di fondamentale importanza per le famiglie del quartiere, punto di riferimento da anni per quei genitori che avevano bisogno di mano per coniugare bambini e lavoro. Erano 300 i bambini che ogni giorno varcavano la porta del centro per fare quelle mille attività che li aiutano ad apprendere, socializzare, imparare. Il Centro interculturale Eufemia è stato chiuso il 29 febbraio dall'amministrazione locale a 5 Stelle. Il presidente del V Municipio Giovanni Boccuzzi ha disposto la cessazione delle attività il 25 febbraio: in soli quattro giorni i coordinatori del Centro hanno dovuto avvertire le famiglie che non avrebbero potuto più contare su di loro per tenere i bambini. Gettando nella disperazione centinaia di genitori.

Il Centro interculturale Eufemia era stato chiuso per un motivo burocratico: più di un anno prima era stato fatto un bando per l'assegnazione dei locali. A questo bando avevano partecipato tre cooperative, tra cui anche quella che gestisce il Centro. Dopo un anno, l'iter per la valutazione delle proposte non si era ancora concluso. Ora, a distanza di mesi e con i servizi territoriali ormai ridotti all'osso, la notizia che il bando è stato chiuso senza vincitori. Come era già successo del caso dell'Alveare, il coworking per le mamme precarie con annesso spazio bimbi, un altro stabile verrà lasciato vuoto e senza nessuna attività all'interno per la cittadinanza. A dare la notizia è stato proprio il Centro interculturale Eufemia.

"Dopo 17 mesi di procedura di gara il Centro Interculturale Eufemia chiuderà definitivamente – scrive la cooperativa in un comunicato. Secondo quanto riportato nella nota, "la Determinazione Municipale" ha sancito "l’esclusione di tutte e tre le strutture partecipanti, per motivi legati alle qualifiche del personale impiegato nei progetti proposti". "Nel caso specifico del Centro Interculturale Eufemia, il motivo di esclusione addotto dalla Commissione Giudicatrice riguarda il titolo di studio del coordinatore del Centro – in possesso di regolare iscrizione all'Albo Nazionale degli Assistenti sociali Categoria A e del relativo titolo di laurea previsto dal Vecchio Ordinamento universitario – a suo dire non conforme a quanto richiesto nel bando di partecipazione alla gara (in realtà creando, con tale illegittima interpretazione, un’ingiustificata discriminazione all'interno degli iscritti nel medesimo Albo
professionale)".

Il problema però non è solo di natura legale/burocratica. Il Centro Eufemia era un punto di riferimento importante per centinaia di famiglie che, in una metropoli come Roma estremamente carente di servizi, avevano trovato qualcuno cui poter affidare i figli. "Non si può tacere il grave danno che questa Amministrazione locale sta arrecando ai suoi cittadini, anche alla luce della carenza di spazi aggregativi che già segna un territorio così vasto e complesso come quello del Municipio V – continua il comunicato – In una fase in cui la stessa attenzione che mettiamo ai temi sanitari andrebbe posta sulle questioni che riguardano più da vicino i ragazzi e la loro esigenza di socialità, prendiamo atto ancora una volta, con estremo rammarico, della miopia con cui continua ad essere amministrato il nostro territorio".