Le forze dell'ordine hanno notificato questa mattina 13 ordinanze di custodia cautelare, verso altrettanti attivisti di centri sociali e collettivi studenteschi. Quattro di loro sono stati messi agli arresti domiciliari, mentre agli altri è stato comminato l'obbligo di forma giornaliero presso gli uffici di polizia. Sono responsabili secondo gli inquirenti di alcuni episodi di violenza avvenuti al margine della mobilitazione contro il corteo nazionale del movimento di estrema destra Casa Pound Italia, svoltasi lo scorso 21 maggio nella capitale.

Si tratta di due episodi distinti. Il primo avvenuto a via Cavuor, dove due giovani, riconosciuti come militanti di destra sono stati aggrediti mentre passavano in motorino nei pressi del concentramento della manifestazione antifascista; il secondo a piazza Vittorio Emanuele, dove i passeggeri di un furgoncino noleggiato con conducente, sono stati aggrediti, l'auto danneggiata con i vetri esplosi a colpi di caschi. Riconosciuti, per via delle magliette e dei tatuaggi come militanti di estrema destra dai manifestanti, la loro identità non era nota fino ad oggi, quando i loro nomi sono comparsi sull'ordinanza notificata agli attivisti di sinistra.

Si tratta di quattro membri della Road Crew Ostwestfalen (una regione della Germania dell'Ovest): Jan Weissberg e Andreas Gaus, rispettivamente il quinto e il sesto ritratti in foto da sinistra, Robert Kempeter, l'ottavo e di Sven Goehner. Una sorta di banda di motociclisti neonazisti, più volte nel mirino delle forze dell'ordine locali e promotori di concerti così detti nazi rock, monitorati e a volte vietati dalle autorità. Vicini ai gruppi politici più estremisti, come l'Npd, che in Westfalia ha raggiunto risultati elettorali significativi, ma anche alla scena ultras e ai circuiti che si occupano di sicurezza nei locali e nei concerti.

All'epoca dei fatti Casa Pound Italia parlò di semplici turisti tedeschi, asserendo di non avere rapporti con il gruppo di persone aggredite, nonostante fossero presenti alla manifestazione diverse delegazioni internazionali, fermatesi anche al concerto tenutosi a Colle Oppio, tra saluti romani e slogan nostalgici. Quello che Fanpage.it ha potuto verificare è almeno uno dei cittadini tedeschi, nello sporgere denuncia per l'aggressione subita, ha nominato il proprio domicilio legale presso lo studio di Domenico Di Tullio, avvocato e attivista di Casa Pound.

Il 2 aprile 2017 l'avvocato Domenico Di Tullio ha inviato a Fanpage.it questa richiesta di rettifica: "Preciso che seguo professionalmente, in qualità di difensore e avvocato specializzato in tutela della reputazione e dell'immagine, da oltre 15 anni l'Associazione di Promozione Sociale CasaPound Italia, ma non ne sono mai stato attivista, militante o tesserato".