Una conferenza stampa improvvisata con un blitz di fronte al Viminale. Centri sociali e movimenti per la casa di Roma sono andati a bussare alla porta del ministro dell'Interno Matteo Salvini, per far sapere di essere pronti ad opporsi agli sgomberi annunciati in città. Una lista di 24, tra palazzi occupati a scopo abitativo e spazi sociali, il cui sgombero dovrebbe iniziare questa estate. Sabato 22 giugno un corteo attraverserà la città dietro lo slogan ‘Roma non si chiude': "In piazza ci sarà tutta la città che non si arrende al clima di guerra che il ministro dell'Interno, con il silenzio della sindaca, vuole portare nella nostra città. Si perseguita chi soddisfa un diritto occupando una casa, una palestra, una sala per fare concerti, si vogliono sgomberare luoghi oggi vivi e pieni per lasciarli morti e abbandonati. A chi conviene tutto questo? Ai romani non di certo".

La partita politica tra M5s e Lega sugli sgomberi a Roma

In una città che è ormai in un clima di campagna elettorale permanente, con la Lega che punta ad espugnare al più presto il Campidoglio, la partita dello sgombero di case e centri sociali a Roma diventa un caso di rilevanza nazionale. In tanto dall'amministrazione di Virginia Raggi nessun segnale di apertura,  mentre in cima alla lista ci sarebbero due o tre occupazioni abitative: quella di via del Caravaggio, di viale delle Province e di via Cardinal Capranica. Centinaia di famiglie che rischiano di perdere il tetto che hanno sopra la testa finendo in mezzo alla strada. Ma non è detto che gli sgomberi avvengano senza incontrare resistenza. E allora l'estate si potrebbe preannunciare di fuoco e il Movimento 5 stelle sarà costretto a prendere una posizione