Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Mariella De Masellis ha chiesto l'assoluzione per l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, imputato nel processo sul "caso scontrini" per peculato e falso. Secondo il pg "il fatto non sussiste". Il primo grado di giudizio aveva visto i giudici assolvere l'ex primo cittadino, mentre la Corte d'Appello nel gennaio dello scorso anno aveva ribaltato la sentenza di primo grado condannando Marino a due anni di reclusione. Oggi la sentenza di terzo grado, attesa in serata, metterà la parola fine alla vicenda penale che ha contribuito alle dimissioni forzate dell'ex esponente del Partito democratico, sfiduciato dalla sua stessa maggioranza in un ufficio di un notaio.

Il procedimento riguarda in particolare alcune cene che Marino avrebbe saldato con la carta di credito del comune di Roma, quando si sarebbe trattato di spese assolutamente private e non collegate alla sua attività istituzionale. Gli inquirenti lo avevano accusato di aver "utilizzato la carta di credito del Comune per spese voluttuarie al solo fine di soddisfare bisogni personali". "La Corte di Appello di Roma condanna l'intera attività di rappresentanza del Sindaco della Città Eterna. In pratica i giudici sostengono che in 28 mesi di attività, il Sindaco non abbia mai organizzato cene di rappresentanza ma solo incontri privati. Un dato che contrasta con la più ovvia realtà e la logica più elementare", aveva dichiarato Ignazio Marino dopo la condanna, parlando di "sentenza dal sapore politico". Oggi l'ex sindaco, che è tornato negli Stati Uniti a svolgere la sua attività di chirurgo, forse potrà mettere la parola fine a questa vicenda uscendone a testa alta.