Dopo l'approvazione in consiglio comunale della mozione presentata dal Partito democratico – grazie ai voti del Movimento 5 stelle – per richiedere lo sgombero di Casa Pound, il presidente Gianluca Iannone ha annunciato una manifestazione l'8 febbraio alle 15 contro la sindaca Virginia Raggi su piazza del Campidoglio. La mozione impegna la prima cittadina ad attivarsi presso il prefetto, il questore e il ministro dell'Interno, affinché lo stabile occupato dal 2003 venga liberato nel più breve tempo possibile.

E in effetti la sindaca ha già voluto dare un segnale: dato che le mura dello stabile di via Napoleone III non sono del comune, ma bensì del demanio, Raggi si è rivolta con una lettera al ministro dell'Economia e delle Finanze e a quello dell'Istruzione affinché facciano richiesta di rientrare in possesso dell'edificio. "Se la Raggi ha pensato di poter sviare l'attenzione dai problemi di Roma puntando il dito contro uno stabile dove vivono 18 famiglie italiane, sappia che venerdì la metteremo di fronte alla triste realtà delle condizioni in cui versa la Capitale ed alle sue colpe", dichiara il leader dell'organizzazione neofascista.

Nel comunicato Casa Pound attacca senza non meglio specificate "occupazioni di immigrati" dove "si spaccia droga, avvengono stupri e persino omicidi". Un giudizio che sembra dettato più dalla volontà di fare polemica politica che fotografare la realtà di situazioni diversissime tra loro: vale la pena ricordare che nelle occupazioni dei movimenti per il diritto all'abitare hanno trovato una risposta all'emergenza abitativa centinaia di cittadini, italiani e non. Secondo un'inchiesta dell'Espresso poi, sono molti gli esponenti di primo piano e i dirigenti dell'organizzazione che vivono all'interno del palazzo simbolo del movimento.

La mozione che chiede lo sgombero di Casapound

Primo firmatario della mozione presentata in Campidoglio è stato Giovanni Zannola, che ha così motivato la sua richiesta: "Non è tollerabile che Casapound possa protrarre la propria occupazione in un edificio di pregio per svolgere attività che alimentano un clima di tensione in città, rifacendosi alle ideologie fasciste e alle politiche di Benito Mussolini, violando le normative che non consentono tali comportamenti". Grazie anche all'appoggio del Movimento 5 Stelle, la mozione è stata accolta positivamente: gli unici a dare voto contrario sono stati quattro consiglieri di centrodestra. Lo stabile di via Napoleone III è stato occupato da Casapound nel 2003: nel 2014 è stato inserito nel Piano straordinario per l'emergenza abitativa nel Lazio e nella città di Roma: per adesso, però, nulla è stato ancora deciso riguardo un eventuale sgombero.