Casale San Nicola, il Questore pensa al Daspo per i responsabili degli scontri

Ha le idee chiare il prefetto di Roma Franco Gabrielli, non si fa tirare la giacchetta e rimane fermo nel suo proposito: i migranti, richiedenti asilo e rifugiati, vanno accolti e il dove lo decide la Prefettura. "Non mi sento un'icona della sinistra, né mi faccio condizionare da Casapound e dal centrodestra – racconta Gabrielli in un'intervista al Messaggero – Anche se non prendo in considerazione la parte che mi sostiene, ma mi interessa la parte che contesta. Vorrei ricordare che ho soltanto applicato in maniera coerente un bando, usando allo stesso tempo il buon senso. Quindi niente strumentalizzazioni politiche che in questa fase non servono. Lancia poi l'allarme Gabrielli, su una sorta di sindrome di Nimby (‘non nel mio giardino') che esisterebbe rispetto alla presenza di qualche decina di migranti nei quartieri: "La rappresentazione plastica di quanto sostengo è contenuta in alcune affermazioni che ho ascoltato oggi: ‘io non sono razzista, ma…".
Per adesso la situazione a Casale San Nicola, tranquillo quartiere residenziale, dopo gli incidenti di ieri tra estrema destra e polizia sembra tornata alla normalità, sperando che non sia la brace che cova sotto la cenere, pronta a riattizzare l'incendio al primo problema di convivenza, alla prima occhiata fraintesa.
E dopo? Perché Roma non è solo Casale San Nicola e quello nell'ex scuola Socrate non è l'unico centro per richiedenti asilo e rifugiati che aprirà in città, secondo il nuovo bando Sprar gestito dalla prefettura che istituisce i nuovi centri d'accoglienza. Il rischio è questa sia solo la prima di una lunga serie di battaglie che gli imprenditori politici della paura sono pronti a combattere cavalcando le insicurezze dei cittadini.
La Questura: "Daspo per i responsabili degli scontri"
Proseguono intanto le indagini della Digos della questura di Roma per identificare i partecipanti agli incidenti avvenuti a Casale San Nicola. Per loro il questore Nicolò D'Angelo ipotizza l'utilizzo del Daspo, ovvero il divieto di partecipazione a manifestazioni, nato negli stati per impedire ai tifosi responsabili di condotte violente di continuare a seguire manifestazioni sportive, ma che grazie ad un provvedimento governativo dello scorso agosto più essere esteso a chiunque ritenuto responsabile di reati connessi alla turbativa dell'ordine pubblico.
