24 minuti di buco. Molto si è parlato di quel lasso di tempo che Finnegan Elder Lee e Gabriel Natale Hjorth hanno impiegato per percorrere cento metri. E, adesso, i carabinieri del nucleo operativo di via In Selci hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza poste sulla strada. Lo riporta Il Messaggero. Perché sono importanti quei 24 minuti, perché anche gli avvocati della difesa stanno insistendo per visionarli? Il motivo è semplice: potrebbero dare elementi in più su quanto avvenuto quella sera e sul perché i due ragazzi americani ci hanno messo così tanto a percorrere cento metri. Si sono incontrati con qualcun altro? Hanno ripassato un copione sull'atteggiamento da tenere? Hanno ricevuto una telefonata? Solo la visione di quei frame potrà dare delle risposte. Anche se sembra che manchino i video più importanti, ossia quelli che riprendono il momento dell'incontro tra Mario Cerciello Rega, Finnegan Elder Lee e Gabriel Natale Hjorth.

Carabiniere ucciso, ancora tanti i nodi da sciogliere sulla vicenda

Una volta uscito dall'Hotel Le Meridien, Finnegan Elder Lee ha nascosto il coltello con il quale poi avrebbe ucciso Rega nella tasca della felpa. Poi, insieme a Gabriel Natale Hjorth, hanno nascosto lo zaino di Brugiatelli in una fioriera in via Giacchino Belli. Sul luogo dell'appuntamento sono stati bloccati da Rega e Varriale in borghese: durante la colluttazione, Elder Lee ha sferrato undici coltellate al carabiniere, uccidendolo. Sono ancora molti gli interrogativi e i nodi da sciogliere. Il giovane ha dichiarato di non aver capito che i due fossero appartenenti alle forze dell'ordine e che temeva di essere strangolato da quello che credeva essere un pusher. Varriale, invece, ha spiegato che sia lui sia il collega si sono identificati correttamente. Rega, inoltre, è uscito dalla caserma senza l'arma di ordinanza: l'avrebbe dimenticata nell'armadietto.

Carabiniere ucciso, a Trastevere il primo contatto tra gli americani e Brugiatelli

I fatti che hanno portato al tragico epilogo della serata tra il 25 e il 26 luglio, sono cominciati a Trastevere, tra piazza Mastai e vicolo della Luce. Le telecamere della zona mostrano i ragazzi avvicinarsi a Sergio Brugiatelli per comprare della cocaina. Poco dopo, vanno da un altro uomo, che però gli avrebbe ceduto della tachipirina: interrotti dall'arrivo di quattro carabinieri fuori servizio, i due giovani scappano con lo zaino di Brugiatelli. Dopo, sono iniziate le telefonate, il cui contenuto esatto è ancora da chiarire. Poi l'appuntamento, il ‘cavallo di ritorno', la morte tragica del vicebrigadiere e la fuga di Elder Lee e Natale Hjorth. I due ragazzi sono stati arrestati la mattina dopo all'Hotel Le Meridien: nella stanza è stata trovata l'arma del delitto nascosta nel controsoffitto della stanza e un altro coltello. Resta da capire – e di questo se ne sta parlando poco – come sia stato possibile che il giorno dopo sia stata diffusa la foto segnaletica di quattro uomini di origine maghrebina, ritenuti responsabili del delitto. Che i due giovani fossero bianchi, era infatti chiaro sin dall'inizio, almeno ai presenti.