"Cara mamma ti chiedo scusa". Sono le parole di una lettera che Gabriel Natale Hjorth ha inviato nei mesi scorsi alla madre, che lo rimproverava perché era a conoscenza che il figlio faceva uso di droga. I difensori l'hanno depositata al Tribunale del Riesame. Gabriel Christian Natale Hjorth è in carcere al Regina Coeli insieme a Finnegan Lee Elder per l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso a coltellate la notte tra il 25 e il 26 luglio scorso in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati a Roma.

La lettera di Natale alla madre

"Cara mamma, voglio scusarmi ancora per la rissa che ho scatenato…mi pento veramente di quello che ho detto e per il modo in cui mi sono comportato nei tuoi confronti". Nessuno è perfetto e tu mi hai dato una mano più di ogni altro in questa famiglia. Mi dispiace molto aver sottolineato le tue pochissime imperfezioni, specialmente perché io ne ho così tante. Ti amo con tutto il cuore e un giorno te lo dimostrerò".

Le chat tra Natale e sua madre

La madre di Natale sapeva che il figlio assumeva sostanze stupefacenti, come è emerso dalla nota del Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma – Prima Sezione. A pagina 30 e 31 sono riportate le chat di alcune conversazioni intercorse tra i due, dalle quali si nota la convinzione della donna sulla "disonestà del figlio". In particolare, in un dialogo del  30 giugno scorso, "la madre esprime delle parole molto forti nei confronti del figlio, accusandolo di essere irriconoscente ma soprattutto di essere dedito al consumo ed allo spaccio di sostanze stupefacenti nonché dedito ad uno stile di vita dissoluto" si legge negli atti.

Entrambi gli americani rinunciano al Riesame

Gli avvocati di due ragazzi americani in carcere per l'omicidio di Cerciello Rega hanno rinunciato al Riesame fissato per oggi. In particolare, Francesco Petrelli e Fabio Alonzi che assistono Natale, hanno preso questa decisione dopo che nei giorni scorsi sono uscite varie foto che ritraevano il giovane con armi e cocaina. Trovate, inoltre, le sue impronte digitali sul pannello in cui è stato nascosto il pugnale da marine, arma del delitto. Dato che il tempo per esaminare le nuove prove non era sufficiente a presentare una tesi difensiva accurata, gli avvocati hanno momentaneamente rinunciato alla scarcerazione.