Una fiaccolata in memoria di Mario Cerciello Rega, il vice brigadiere dei carabinieri ucciso a coltellate la notte tra il 25 e il 26 luglio scorso nel quartiere Prati a Roma. A lanciare l'iniziativa il sindacato italiano militari carabinieri, un'occasione per riunirsi tutti insieme, amici, colleghi, o semplicemente cittadini, e ricordare il militare assassinato durante il proprio turno di lavoro. La fiaccolata è in programma per giovedì 26 settembre, dalle ore 20, a due mesi dalla sua scomparsa. L'appuntamento è in Piazza Farnese, a pochi passi dalla caserma di Piazza della Trinità dei Pellegrini, dove Cerciello Rega prestava servizio. Il corteo si snoderà per il centro storico della città, muovendosi verso via dei Baullari, Campo de' Fiori, via dei Giubbonari, via della Pietà, Piazza del Monte di Pietà. Il percorso terminerà proprio nel luogo in cui il 28 luglio scorso è stata allestita la camera ardente, dove decine di persone di sono radunate per l'ultimo saluto al vice brigadiere. "Si invitano i partecipanti a indossare una maglietta di colore bianco durante l'intero arco della manifestazione – si legge in una nota del sindacato – non sono ammesse bandiere di qualsivoglia tipologia, foggia e dimensione".

Carabiniere ucciso, il punto sulle indagini

Per l'omicidio del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega sono stati arrestati e attualmente in carcere al Regina Coeli due giovanissimi turisti americani, Christian Gabriel Natale Hjort e Finnegan Lee Elder, quest'ultimo ritenuto responsabile di aver colpito a morte il militare con undici coltellate inferte con un pugnale da Marine, durante una colluttazione in strada, mentre il suo collega Andrea Varriale era impegnato con l'altro ragazzo. Secondo le ricostruzioni svolte dagli investigatori, i due carabinieri erano intervenuti per un borsello rubato, i giovani avevano tentato un ‘cavallo di ritorno', chiedendo ai carabinieri soldi in cambio della borsa. Al momento gli inquirenti stanno lavorando, per cercare di ricostruire con esattezza la dinamica dell'accaduto. Al vaglio i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, richiesti anche dagli avvocati difensori. Tuttavia le riprese non immortalerebbero il momento dell'incontro tra i quattro e l'accoltellamento, in quanto i dispositivi presenti nel punto esatto della colluttazione non erano funzionanti. Si attendono i risultati degli esami sui soprallughi svolti all'interno dell'hotel dove sono stati rintracciati i due ragazzi e del sangue rinvenuto sul coltello nascosto nel contro soffitto della camera.