Un telefonino da 20 euro, documenti e 30 euro in contanti. Sarebbe stato questo, secondo quanto dichiarato da Sergio Brugiatelli, il contenuto di valore del suo zaino in tela, di colore nero, con due cerniere superiori e una sulla tasca anteriore rubato in piazza Mastai dai due ragazzi americani in carcere per l'omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega. Perché affannarsi tanto allora, per riprendersi un vecchio cellulare e pochi soldi? Nella borsa, ritrovata in una fioriera in via Gioacchino Belli, c'era qualcos'altro al suo interno che è stato sottratto e che i due carabinieri si sono affannati per tentare di recuperare? Cosa c'era, come si legge nell'ordinanza di convalida del fermo, oltre a una radiolina portatile, le chiavi di casa, una camera d'aria della bicicletta, una pompa per gonfiare le gomme e un cucchiaio? Portava con sé altro di più importante tra i suoi oggetti personali?

La ricostruzione della notte dell'omicidio

Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth la notte tra il 25 e il 26 luglio scorsi hanno sottratto lo zaino a Sergio Brugiatelli in piazza Mastai, a Trastevere, come è emerso dalla prima registrazione della telefonata avvenuta tra lui e i carabinieri, quando l'uomo ha chiamato le forze dell'ordine per denunciare il furto e chiedere l'intervento di una pattuglia, spiegando che aveva provato a seguire i due ragazzi con la bicicletta, che erano scappati a piedi. Brugiatelli li ha contattati al suo numero, loro hanno risposto al suo cellulare tentando il cavallo di ritorno: lo hanno minacciato dicendogli che gli avrebbero consegnato il contenuto del suo zaino solo se lui avesse dato loro in cambio 100 euro in contanti e un grammo di cocaina. I tre si sono dati appuntamento per lo scambio a Prati, dove i carabinieri sono arrivati, avvisati da Brugiatelli, mentre i militari gli hanno chiesto di rimanere accanto alla macchina di servizio. Secondo le ricostruzioni emerse finora, i due ragazzi americani sono usciti dall'Hotel Meridien Visconti, in cui alloggiavano e si sono trovati davanti due persone mai viste, nessuna delle due era l'uomo al quale avevano rubato il borsello. Dai documenti del fermo d'indiziato di delitto si legge come Andrea Varriale ha dichiarato come entrambi si fossero da subito qualificati un dettaglio confermato solo da Natale Hjorth, che capiva l'Italiano. Nessuno dei due carabinieri ha tirato fuori l'arma, ma è nata una colluttazione durante la quale Elder ha aggredito Cerciello Rega, mentre Hjorth, avrebbe preso a calci, pugni e graffi, il suo collega, impedendogli di intervenire a sua difesa. È a questo punto che il diciannovenne californiano avrebbe estratto il coltello da Marine dalla tasca della felpa colpendo ripetutamente il vice brigadiere con un fendenti.

Il punto sulle indagini

Le indagini della Procura di Roma sull'omicidio del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega proseguono senza sosta. Gli investigatori hanno analizzato i turni di lavoro dell'Arma, ed hanno accertato che Cerciello Rega e il suo collega fossero davvero in servizio la notte della tragedia. Al vaglio i tabulati telefonici di tutte le persone coinvolte nei fatti, così come le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza presenti in zona. Nei filmati finora acquisiti non comparirebbe il momento esatto dell'accoltellamento perché le telecamere della banca in prossimità del luogo del delitto erano fuori uso. Tuttavia il giudice per le indagini preliminari Chiara Galli sta verificando se un'altra telecamera, quella di una vineria, disposta in via Gioacchino Belli, la strada perpendicolare a via Cossa, possa aver ripreso il passaggio dei due ragazzi americani, prima dell'omicidio. Si tratta di una via dove tutte le persone coinvolte nei fatti sono passate quella notte e anche la strada in cui parcheggiano l'auto i due carabinieri. Le immagini riprese potrebbero aiutare gli investigatori a far emergere nuovi dettagli sull'accaduto.