Si chiama Elder Finnegan Lee, ha 19 anni, e dopo ore di interrogatorio ha infine ceduto confessando di aver sferrato lui le otto coltellate mortali al vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Il giovane si trovava in vacanza a Roma con un amico, Gabriel Christian Natyale Hjorth, di un anno più piccolo. Entrambi vengono dalla California sono, come si suol dire, due ragazzi di "buona famiglia". In particolare quella di Elder sarebbe piuttosto facoltosa tanto da permettergli di soggiornare (e pagare il conto per due) in un hotel non proprio economico. Lee non sembra il balordo che tutti si aspettano che venga individuato, in grado di compiere un efferato omicidio per un furto. Quando i carabinieri li hanno fermati si preparavano a tornare negli Stati Uniti, dopo essersi disfatti degli abiti sporchi di sangue e aver occultato il grosso coltello utilizzato nell'omicidio dietro un pannello della stanza d'albergo. Un finale molto diverso da quello che immaginavano per la loro vacanza.

Da quanto appurato i due ragazzi giravano per la zona di Campo de Fiori in cerca di stupefacenti, truffati da un pusher che gli aveva rifilato non della cocaina ma della polvere bianca, decidevano di rifarsi rubandogli il borsello, promettendo di restituirglielo in cambio di un grammo di cocaina e di cento euro. All'appuntamento si presentano però i militari, informati dallo spacciatore 40enne che ora si trova agli arresti domiciliari. Forse pensano di trovarsi in un film, forse prendono tutto come un gioco pericoloso e adrenalinico, fatto sta che pensano di andare all'appuntamento nel cuore della notte armati. Una scelta quella di portare con sé quel coltello che cambierà per sempre la loro vita e purtroppo non solo.

L'interrogatorio: "Non sapevo fosse un carabiniere"

Su un punto le testimonianze dei due amici divergono: il reo confesso autore dell'omicidio ha negato con decisione che Mario e il suo collega si fossero qualificati, o almeno ha spiegato di non aver capito che si trattasse di uomini delle forze dell'ordine. Ma secondo gli inquirenti, e messo nero su bianco nel decreto di fermo "si sarebbe nascosto dietro la propria difficoltà di comprendere la lingua italiana".