Nella notte tra il 25 e il 26 luglio, poco prima dell'operazione in cui è stato ucciso il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, i carabinieri sono intervenuti in seguito a due telefonate effettuate da Sergio Brugiatelli ai centralini dell'Arma. Gli audio delle due chiamate, effettuate col telefono di un ragazzo, sono stati diffusi dal Comando Generale; nella prima, passata da un operatore del Primo Soccorso Laico, si sente l'uomo che spiega l'accaduto, nella seconda sono i carabinieri a chiamare lui, sul numero del ragazzo che gli aveva prestato il cellulare, per chiedere conferma e per organizzare l'intervento. Dopo quelle chiamate viene inviata sul posto una pattuglia in uniforme e, dopo il contatto telefonico, viene predisposta l'operazione successiva, con l'invio di un'altra pattuglia in borghese.

La prima telefonata di Brugiatelli ai carabinieri

La prima telefonata è girata ai carabinieri da un operatore del Primo Soccorso Laico, che spiega brevemente l'accaduto al militare e poi mette in comunicazione la centrale dell'Arma con l'uomo che ha chiamato. Si identifica con il codice 37, identificativo del Primo Soccorso Laico, subito dopo la risposta dalla centrale ("Carabinieri"), si sente l'operatore che spiega del furto appena successo. "In piazza Gioacchino Belli, altezza taxi – dice – hanno rubato la borsa con il cellulare. Ha chiamato sul cellulare suo e lo hanno ricattato dicendo che vogliono 80/100 euro per ridargli il  cellulare. Te lo passo". E mette in comunicazione la centrale con la chiamata arrivata dalla piazza.

Da questo punto in poi a parlare coi carabinieri è Brugiatelli. "Buonasera – dice – ho avuto una rapina, mi hanno rubato la borsa. Sto a piazza Gioacchino Belli però questi ragazzi li chiamo e mi chiedono il riscatto di soldi e tutto quanto. E io purtroppo devo fare una denuncia, dentro avevo i documenti, non le dico i soldi, codice fiscale, patente, tutto. Se potete venire almeno vi do il numero se loro mi rispondono, se voi potete rintracciarli. Perché mi sono anche scappati. Li ho visti pure, gli sono corso dietro con la bicicletta ma non li ho presi".

Il carabiniere chiede se sono scappati a piedi o in motorino, e Brugiatelli replica che stanno a piedi. Quindi il militare chiede conferma sulla richiesta di denaro e poi di nuovo il punto in cui si trova l'uomo. "Sto con la bicicletta grigia, di sicuro mi vedete, in pantaloncini blu, scarpe bianche, – conclude Brugiatelli  – almeno li provate a chiamare".

La seconda telefonata, i carabinieri richiamano Brugiatelli

Con la seconda telefonata sono i carabinieri a chiamare Brugiatelli, per chiedere conferma del furto e predisporre l'intervento. Risponde il ragazzo che gli aveva prestato il cellulare, che pochi istanti dopo si avvicina a Brugiatelli e gli passa il telefono. "La cosa che voglio sapere – chiede il carabiniere – le hanno chiesto dei soldi in cambio? Ma queste persone sono lì con lei o l'hanno telefonata per un appuntamento?".

"No, sono scappati – dice Brugiatelli, che conferma la richiesta – io stavo bevendo alla fontanella e mi hanno preso la borsa". Poi l'uomo ripete  che ha telefonato al suo stesso numero, hanno risposto i ragazzi e hanno chiesto il denaro. "Io ho detto te li do i soldi, tu portami (la borsa, ndr), poi li ho visti scappare dentro una traversa, li ho rincorsi con la bicicletta…"

"Va bene, – conclude il carabiniere – mando una pattuglia. Volevo sapere se erano lì, avrei cercato di mandare qualcuno in abiti civili. Le mando la pattuglia, poi parla direttamente con i colleghi".

Dopo questa seconda telefonata viene inviata una prima pattuglia, in divisa. Successivamente anche quella in borghese.