Negli ultimi giorni si parla tanto di decoro o degrado, ma qual è il loro vero significato? Può una scritta sui muri come quella di Garbatella, "Vota Garibaldi" risalente al 1948 essere considerata degrado? Non è piuttosto un reperto storico che racconta un pezzo di storia d'Italia, che andrebbe valorizzata invece di essere cancellata da un secchio e una spugnetta? E il murales dedicato a Valerio Verbano fatto qualche settimana fa a San Lorenzo, quartiere simbolo della Resistenza durante il fascismo, era davvero una cosa che bisognava coprire con una grande passata di vernice bianca? Hanno fatto molto discutere gli interventi del Campidoglio a Roma negli ultimi giorni: perché se un conto è rendere la città un luogo più pulito e accogliente, riparando buche e liberando dalla sporcizia, un altro è cancellare – come se non fossero mai esistite – delle opere che testimoniano una memoria storica nella capitale. Una memoria che dal 22 febbraio 1980 – giorno in cui Valerio Verbano fu assassinato – arriva fino ai giorni nostri, al marzo 2019, e che testimonia come i giovani di oggi non abbiano dimenticato quel ragazzo di appena 18 anni ucciso per il suo impegno politico. La scritta "La rivolta continua, Valerio vive" era stata fatta solo qualche settimana fa alla vigilia dell'anniversario della sua morte: si trovava in largo Passamonti, nel quartiere di San Lorenzo.

Rifatta nella notte la scritta dedicata a Valerio Verbano

Eppure il murales dedicato a Valerio Verbano è stata cancellato nella stessa operazione di decoro che ha interessato la scritta "Vota Garibaldi" a Garbatella. Interventi, questi del Campidoglio, che hanno fatto molto discutere e indignare. Nel caso della scritta del Municipio VIII, il Comune di Roma si è subito reso conto della gaffe e si sta adoperando per restaurarla. Nel caso del murales a San Lorenzo, invece, si è attivata la cittadinanza. Ieri sera, un nutrito gruppo di persone è tornato a Largo Passamonti e ha rifatto la scritta dedicata a Valerio Verbano. "Valerio Vive", con in mezzo una stella, adesso è di nuovo visibile nel sottopasso. "Voi cancellate? Noi scriviamo da capo! – si legge in un post del centro sociale Astra – ‘Muri puliti popoli muti', recita un vecchio adagio. Il solerte personale del Decoro Urbano della sindaca Virginia Raggi aveva cancellato la scritta dedicata a Valerio Verbano a largo Passamonti. Ora è di nuovo al suo posto. I muri della nostra città parlano di resistenze e lotte, è inutile cancellarle!"