Prosegue lo sgombero del campo nomadi di via Salviati, Tor Sapienza. Entro mercoledì saranno smantellate oltre 40 baracche che venivano utilizzate come vere e proprie officine per il riciclo di metalli. Oltre a queste fabbriche improvvisate per attività illecite però, secondo l’associazione 21 Luglio, un’organizzazione non profit impegnata nella promozione dei diritti delle comunità rom e sinte, lo sgombero riguarderebbe anche un certo numero di container utilizzati dagli abitanti del campo come abitazioni. “Le ruspe abbattono le abitazioni dei rom e illudono gli abitanti di Tor Sapienza. – comunica l’associazione in una nota -. Ma se qualcuno pensa che i rom sgomberati non si adoperino a costruire nuovi insediamenti in altri angoli della città, si sbaglia. L’insediamento va superato, e ciò può essere fatto in maniera definitiva solo attraverso l’attivazione di un piano sociale organico che preveda dialogo e percorsi di inclusione". L'associazione 21 Luglio parla di “sgombero forzato” e di “violazione dei diritti umani”: “Operazioni come quella in atto in via Salviati, improntate a un approccio sicuritario, sono un indicatore emblematico e un’inevitabile conseguenza dell’attuale assenza di politiche sociali efficaci rivolte alle comunità rom in condizione di emergenza abitativa a Roma". Parole durissime contro l’amministrazione guidata da Ignazio Marino e un attacco diretto all'assessore con delega alle politiche sociali Rita Cutini: "Vorremmo sentire parlare il linguaggio dell’inclusione e invece, al silenzio, segue il fragore delle ruspe. A Roma l’emergenza non sono i rom ma un Assessore incapace di pensare risposte sostenibili e di tradurle in azioni adeguate".

Intanto in via di Salone nell’altro campo poco lontano, i comitati di quartiere denunciano il problema dei roghi tossici e dei fumi che provengono dall'insediamento nomade. Oggi i rappresentanti del comitato di quartiere Ponte di Nona saranno ricevuti a Palazzo Senatorio dalla delegata alla sicurezza del Sindaco Rossella Matarazzo. "La misura è ormai colma – aveva scritto il comitato in un comunicato -. L'Agro romano a est di Roma è stato trasformato in una terra dei fuochi. Le azioni del tutto inefficaci da parte di Roma Capitale non hanno risolto minimamente il problema. Milioni di euro pubblici investiti per creare una favelas in mezzo a quartieri di nuova costruzione, fucina di criminali. I nostri complimenti. Un fallimento totale. Basta leggere i rapporti annuali della Polizia di Roma Capitale. Traffico illegale di rifiuti, smaltimento tossico mediante l'accensione dei roghi. E la nostra salute messa in grave pericolo".