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12 Novembre 2017
12:58

Bracciano, relazione Ispra: “I prelievi di Acea hanno danneggiato il lago”

Il documento conclusivo dell’Ispra conferma che alla base della crisi idrica del bacino e del deterioramento del suo habitat ci sono i prelievi condotti da Acea Ato2. Nonostante lo stop delle captazioni il lago si trova ai minimi storici e l’ecosistema è fortemente sotto stress. Gli amministratori stanno mettendo in campo delle azioni per aiutare gli equilibri naturali. Hanno inviato alla Regione Lazio una diffida per chiedere l’inserimento di saracinesche automatiche che blocchino i prelievi qualora riprendessero per non scendere sotto al livello prestabilito.
A cura di Alessia Rabbai
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"Il lago di Bracciano si trova in una condizione di forte stress a causa dei prelievi effettuati da Acea quest'anno e negli anni passati che hanno influenzato il livello attuale dell'acqua e compromesso gli habitat naturali presenti" è quanto si legge nella relazione conclusiva dell'Ispra. La massima autorità ambientale italiana ha svolto tre sopralluoghi tra i mesi di luglio e settembre sul bacino sabatino che si trova nel territorio della provincia di Roma e conferma che le captazioni sono alla base della crisi idrica del lago e del suo progressivo deterioramento. I tecnici, su richiesta del Ministero dell'Ambiente, hanno effettuato alcune indagini sul campo per verificare lo stato di salute del lago di Bracciano a causa dell'abbassamento del livello dell'acqua ad oggi intorno ai due metri al di sotto dello zero idrometrico, valore intorno al quale gli esperti hanno collocato il corretto equilibrio dell'ecosistema.

Lago di Bracciano, quando e perché è diventato riserva idrica di Roma

Il lago di Bracciano è stato utilizzato come riserva idrica di Roma fino al 13 settembre scorso, data in cui Acea Ato2 ha dichiarato di aver interrotto i prelievi destinati a soddisfare il fabbisogno d'acqua della Capitale e di altri comuni che ruotano intorno a Roma. Un permesso che risale agli anni '90 quando Acea ha ottenuto dal Ministero dei Lavori Pubblici una concessione grazie alla quale è autorizzata a prelevare dal lago "110 litri al secondo, con un valore massimo, in casi eccezionali, di 5000 litri al secondo" ma con l'obbligo di "assicurare il mantenimento delle escursioni del livello del lago nell'abito di quelle naturali".

Quando piove? Ma non è solo colpa della siccità

La carenza di pioggia è un fattore importante da considerare ma nonostante questo "in assenza di prelievi il lago sarebbe in equilibrio" scrive l'Ispra. Le temperature medie mensili registrate dal termometro di Bracciano da settembre 2016 ad agosto 2017 sono state le più alte degli ultimi 20 anni, con una sostanziale riduzione delle precipitazioni. "Tuttavia è proprio in questi periodi di siccità che si riscontra un'intensificazione dei prelievi di Acea" che, secondo una stima elaborata dall'Ispra sembrerebbe essere responsabile del 54% dell'acqua mancante dal lago. La spiaggia è arretrata di oltre 50 metri in alcuni punti, come sul lungo lago di Vigna di Valle ed è ora alla luce del sole "una fascia limosa non particolarmente adatta alla balneazione".

Un ecosistema a rischio

"Il progressivo abbassamento del livello dell'acqua ha ridotto i fondali su cui proliferano gli habitat di circa il 20 per cento – spiega a Fanpage.it il direttore del Parco di Bracciano e Martignano, Daniele Badaloni – le alghe essiccate e accumulate sulle spiagge, possono mandare in tilt l’ecosistema già gravemente compromesso". I ricercatori dell’Ispra hanno osservato una forte riduzione di almeno quattro diversi habitat che costituiscono la fascia costiera e i fondali del lago e che sono oggetto di tutela da parte delle direttive europee. “In alcuni casi si parla di perdite pari a circa il 90 per cento – spiega Badaloni – mentre altre tipologia di habitat segnano danni variabili tra il 20 e il 30 per cento. Gli effetti dell’abbassamento del lago si avvertono anche in profondità, con una riduzione della fascia di crescita della vegetazione che è passata dai 25 metri nel 2010 ad appena 18,5 attuali’’.

Cosa si può fare: liberare la spiaggia dalle alghe

I tre comuni che si affacciano sul lago hanno messo in campo delle azioni per aiutare l'ecosistema a riprendersi. Da lunedì 6 novembre sono in corso a Bracciano, Trevignano Romano e Anguillara Sabazia le attività di rimozione delle alghe essiccate e spiaggiate, come indicato dall'Ispra: “Si ritiene opportuno provvedere alla rimozione di tale biomassa vegetale dalle sponde, al fine di evitare che, per effetto di successivi eventi di pioggia intensi o di lunga durata e l’innalzamento del livello idrometrico, tale materiale sia immesso di nuovo nel lago compromettendo la qualità delle acque”.

Una nuova richiesta alla Regione Lazio

Gli amministratori del lago nei giorni scorsi hanno mandato una diffida alla Regione Lazio. "Chiediamo l'inserimento di saracinesche di apertura e chiusura e di un sifone idraulico per disinnescare automaticamente le condotte, una regola già scritta nella concessione del 1990 richiamata nella relazione dell'Ispra ma misura attualmente non presente – spiegano i tre sindaci del lago – Ciò servirebbe a disinnescare gli emungimenti, non appena il livello dell’acqua scendesse al di sotto della quota minima stabilita per le captazioni, nel caso in cui Acea riprenda i prelievi per evitare che tale situazione possa riproporsi con effetti più catastrofici". Dal punto di vista economico "è necessario proseguire il percorso indicato da Zingaretti circa un risarcimento dei danni subiti dalle aziende e dalle piccole imprese del settore turistico e ricreativo – ha detto Emiliano Minnucci, deputato Pd – per garantire sostegno alle attività più danneggiate".

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