Niente stop alle botticelle, le tradizionali carrozze trainate da cavalli che circolano nel centro storico di Roma. Il Tar ha infatti momentaneamente sospeso l'ordinanza che era stata firmata solo pochi giorni fa, il 26 giugno, dalla sindaca di Roma Virginia Raggi. Nel provvedimento la sindaca aveva disposto fino al 30 settembre il divieto di circolazione per le carrozze nelle giornate di grande caldo, cioè con temperature pari o superiori ai 30 gradi. L'ordinanza era stata sollecitata dalle associazioni Animalisti Italiani, Avcpp, Enpa, Lav e Oipa, che in vista dell'ondata di calore prevista per lo scorso fine settimana avevano invitato la Raggi a intervenire per tutelare la salute degli animali, costretti a trainare le botticelle in condizioni climatiche proibitive.

L'appello di Diaco: Fermiamo tutto questo

I conducenti delle botticelle hanno però presentato ricorso al Tar contro l'ordinanza. I giudici del tribunale amministrativo, come riporta il quotidiano "La Repubblica", in attesa della camera di consiglio fissata per il primo agosto, durante la quale sarà esaminato il caso, hanno disposto la momentanea sospensione dell'ordinanza, consentendo così alle botticelle di circolare anche in giornate di particolare caldo. Per tutto il mese di luglio, dunque, i cavalli continueranno a trainare le carrozze sull'asfalto rovente della Capitale: "Non riteniamo sia giusto sottoporre gli animali ad uno sforzo e stress fisico come quello cui sono costretti i cavalli delle botticelle a temperature pari o superiori ai trenta gradi – ha commentato su Facebook il presidente della Commissione ambiente in Campidoglio Daniele Diaco -. Abbiamo appreso la notizia sulla sospensiva del Tar per l’ordinanza della Sindaca che a tali condizioni climatiche ne vietava la circolazione. Ma al di là delle questioni giuridiche, soffermiamoci un attimo sulla fatica disumana cui gli animali vengono sottoposti unicamente per soddisfare qualche momento di piacere dei turisti, che potrebbero assaporare le bellezze della città in mille altri modi. Ci appelliamo ai cittadini di buon senso: fermiamo tutto questo".