Desirée Mariottini
in foto: Desirée Mariottini

In seguito a un blitz antidroga eseguito dai carabinieri di Cisterna di Latina e di Aprilia, sono state arrestate otto persone. Le accuse sono, a vario titolo, spaccio di cocaina e azioni di ‘recupero crediti' attuate con violenza. Tra loro c'è anche Gianluca Zuncheddu, il papà di Desirée Mariottini, la ragazza di 16 anni morta a ottobre 2018 a causa di un mix di farmaci e droga in un palazzo abbandonato del quartiere San Lorenzo di Roma. Stando a quanto si apprende, gli investigatori ritengono Zuncheddu l'organizzatore di un giro di spaccio di stupefacenti nella cittadina di Cisterna di Latina. In pratica forniva ai pusher la droga da mettere in commercio. Gli arrestati dovranno rispondere di tentata estorsione, lesioni aggravate, cessione di sostanze stupefacenti aggravata e continuata, porto abusivo di armi da fuoco, danneggiamento aggravato, ricettazione, maltrattamenti in famiglia.

La morte di Desirée Mariottini

A gennaio Zuncheddu è stato sentito in tribunale per la morte della figlia: "Ho cercato di salvarla ma non ho potuto fare niente", disse al giudice. L'uomo, infatti, non poteva avvicinarsi alla ex compagna e mamma della 16enne. Zuncheddu non ha riconosciuto la figlia alla nascita, che infatti non aveva il cognome del papà. Nella notte tra il 18 e il 19 ottobre 2018 Desirée è stata drogata e violentata da uomini molto più grandi di lei. Nessuno chiamò i soccorsi, nonostante la ragazza fosse incosciente, e così la mattina seguente il corpo della ragazza fu trovato in uno stabile abbandonato in via dei Lucani.