Attendono 1 milione di euro risarcimento per la morte della sorella, ma l’ospedale non paga

Donatella Pellegrino è morta il 4 aprile del 2012 nell'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, dove la 56enne di origine palermitana era ricoverata per essere sottoposta ad un intervento chirurgico per la rimozione di un adenoma al surrene sinistro. Due anni fa per il decesso della donna la struttura sanitaria è stata condannata a risarcire i sette fratelli della donna con 1 milione di euro. L'ospedale però ancora non ha tirato fuori un euro – come raccontato oggi dal quotidiano il Messaggero – nonostante due sentenze del tribunale di Roma perché sostiene di non avere in cassa il denaro necessario.
Subito dopo l'intervento la donna aveva cominciato a lamentare forti dolore all'addome, tanto da rendere necessario il 22 febbraio un secondo intervento a causa di un danno alla milza. Ma non basta e le condizioni della paziente continuano a peggiorare: il 18 aprile un nuovo intervento, il terzo, con l'esecuzione di una tracheotomia. Il 4 agosto la paziente muore a causa di una broncopolmonite, visto il costante peggioramento delle sue condizioni
Marco Favarò, legale della famiglia della donna, le cui parole sono state riportate dal quotidiano romano, ha spiegato come la struttura sanitaria "ha chiamato in causa la propria assicurazione, la ‘AmTrust Europe Limited0', con la quale aveva una polizza per responsabilità civile verso terzi. Ma nel corso del processo è emerso che la polizza assicurativa prevedeva una clausola in base alla quale non solo il "fatto" doveva essere avvenuto all'interno del periodo di copertura, ma anche la richiesta di risarcimento doveva pervenire nel corso della validità della polizza stessa, che invece era scaduta il primo aprile 2012 senza essere stata rinnovata dall'ospedale".