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Atac, Marino ripesca la delibera di Alemanno

In commissione Bilancio sbarca la delibera 122 che, a partire dal progetto dell’ex sindaco della Capitale, punta a valorizzare ex depositi, uffici vuoti e aree di proprietà della municipalizzata capitolina. Mal di pancia nel centrosinistra e comitati sul piede di guerra.
A cura di Valerio Renzi
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C'era una volta l'idea di Gianni Alemanno e della sua giunta di valorizzare e vendere le proprietà Atac, un cospicuo patrimonio tra ex depositi e uffici, per fare cassa. L'operazione non andò mai in porto, come molte altre delibere urbanistiche dell'ex sindaco, ma ora in auge grazie all'esigenza della giunta Marino di far quadrare i conti valorizzando il patrimonio.

Così in commissione Bilancio è sbarcata la delibera numero 122/2014, che rettifica quella ereditata dal centrodestra e datata al 39 giugno 2011. La nuova delibera divide gli immobili in due distinti gruppi. Nel gruppo “B” troviamo gli immobili già pronti per una riconversione urbanistica, si tratta delle due palazzine di uffici site in via Tuscolana, delle sottostazioni Nomentana, San Paolo ed Etiopia, di due aree una alle Cave Ardeatine e una in via Cardinal De Luca, alle spalle del ministero della Marina. Nel gruppo “A” invece il deposito di Portonaccio (tutt'ora in servizio e per il quale non esiste un'alternativa al momento), il deposito dei bus elettrici a Trastevere, il deposito di piazza Bainsizza, di piazza Ragusa e quello di San Paolo; infine troviamo un'area alla Garbatella (a cui potrebbe essere interessata la terza università), il Centro carni a via Severini, e un'area ad Acilia in cui è già in corso la realizzazione di un parcheggio di scambio.

C'è da scommettere che il provvedimento provocherà non poche polemiche da parte dei cittadini e dei municipi, e forse anche qualche mal di pancia nella maggioranza in aula Giulio Cesare. Dopo aver ricevuto l'ok dalla commissione Urbanistica, la prossima settimana dovrebbe essere discussa e approvata da quella Bilancio, il cui presidente democratico Alfredo Ferrari, da diverso tempo "ragioniere" del Pd in Campidoglio, assicura "partecipazione" e rispetto delle "esigenze dei territori". Staremo a vedere come la prenderanno i cittadini che da anni discutono sul futuro, ad esempio, del deposito di San Paolo (nella foto) e di quello di Piazza Bensizza, chiedendo una riconversione che non si traduca nell'ennesimo centro commerciale.

Sul piede di guerra è sicuramente la consigliera di Sel Gemma Azuni che chiede di conoscere "i progetti dell'azienda e del Campidoglio, il problema è che qui mancano una logica di copianificazione e un progetto serio da parte dell'amministrazione"

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