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Atac, è emergenza evasione del biglietto (nonostante i provvedimenti annunciati)

Nonostante gli annunciati provvedimenti contro i portoghesi, sono sempre di più gli evasori del ticket. Ora un piano straordinario per monitorare tutte le linee di bus, tram e filobus. Va meglio su metropolitane e ferrovie urbane.
A cura di Valerio Renzi
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Nonostante gli annunciati piani anti-evasione, è almeno un passeggero su tre a non pagare il biglietto sugli autobus della capitale. E se sugli autobus non bastano i 300 controllori in azione su filobus, tram e autobus, i nuovi tornelli e i controlli anche in uscita hanno diminuito il numero di ‘portoghesi' sulle metropolitane facendo aumentare il paganti del 16%. Dati positivi anche per le ferrovie Roma-Lido grazie ai tornelli verticali che impediscono lo scavalco a chi non vuole pagare. Secondo l'assessore ai Trasporti di Roma Capitale Guido Improta l'evasione del ticket varierebbe tra il 18 e il 40% a seconda dei quadranti della città. I numeri dati da Improta sono derivati dall'elaborazione del numero di multe fatte sulle diverse linee di bus e tram dai controllori. Cifre addirittura in aumento a gennaio e febbraio rispetto agli ultimi mesi del 2014.

Così sarebbe sempre più attuale la proposta lanciata dal sindaco Ignazio Marino, di spostare una parte degli amministrativi di Atac in eccesso, figli della stagione di ‘parentopoli', sui mezzi pubblici in qualità di controllori. Una proposta che ha ricevuto anche il via libera dei sindacati. Ma Improta ha anche sottolineato la necessità di sapere con certezza i numeri dell'evasione, che potrebbe essere anche maggiore delle cifre (già drammatiche) presentate dall'assessore. Così l'assessore ha chiesto al numero uno di Atac Danilo Brogi di attivare un monitoraggio preciso dei passeggeri che vidimano il biglietto sulle diverse linee. Si comincia la prossima settimana con con gli autobus 011, 188, 505, 51, 556, 670, 762, 773, 797, 82.

I conti di Atac sono notoriamente in profondo rosso e il trasferimento dal governo alle regioni per finanziare il trasporto pubblico è sempre più esiguo. Proprio per questo, accanto a operazioni di spending review, è necessario per il Campidoglio non perdere neanche più un euro che dovrebbe entrare in cassa dalla vendita dei biglietti.

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