"Non è giunta alcuna offerta in risposta alla gara per l'acquisto di nuovi autobus bandita da Atac, per una cifra di 98 milioni di euro finanziati da Roma Capitale. Atac, in qualità di stazione appaltante, avvierà delle nuove verifiche di mercato per garantire nel minor tempo possibile la fornitura dei mezzi". Con queste poche righe di comunicato stampa, l'azienda municipalizzata del trasporto pubblico romano ha reso noto come la gara per l'acquisto di nuovi bus sia andata deserta.

Un brutto segnale per l'azienda, evidentemente non ritenuta affidabile nonostante la procedura di concordato preventivo l'hanno salvata dal fallimento. La sindaca Virginia Raggi ostenta tranquillità, rivendicando l'operato della sua giunta: "Abbiamo invertito la rotta – rivendicato -. Abbiamo dato 167 milioni ad Atac solo per comprare autobus". "Prendiamo atto che nessuna azienda era interessata a una fornitura di 98 milioni. -prosegue la prima cittadina – Secondo il codice appalti quando una gara va deserta si può andare a trattativa privata, si tratta direttamente con l'azienda con un maggior potere negoziale. Ma esistono anche altre soluzioni, ad esempio c'è la piattaforma Consip che può essere esplorata".

Certo è che la vecchia e malandata flotta degli autobus Atac ha bisogno di essere al più presto rinnovata per garantire un servizio dignitoso ai cittadini, che oggi hanno visto andare a fuoco il 15 autobus dall'inizio dell'anno. All'attacco le opposizioni. Durissimo il Partito democratico. Su Twitter il presidente dem Matteo Orfini cinguetta: "La gara d’appalto della giunta Raggi per acquistare i tanto sbandierati nuovi bus è andata deserta. Non cadete nella trappola. In questo modo Atac procederà alla trattativa privata e qualcuno farà festa".

Fratelli d'Italia chiede le dimissioni dell'assessora alla Mobilità Linda Meleo, sottolineando come il bando a cui non si è presentato nessuno, potrebbe mettere ancora di più "a rischio l'iter della procedura per il concordato preventivo". All'attacco anche i Radicali, promotori del referendum per la liberalizzazione del trasporto pubblico locale: "Piuttosto che affannarsi nel programmare fino al 2021 il futuro di Atac, con le sue poltrone e il suo bacino elettorale, l’amministrazione dovrebbe preoccuparsi di garantire il servizio pubblico e, soprattutto, la sicurezza dei cittadini. Legare il servizio alle sorti fallimentari di Atac significa dissolvere l’interesse pubblico nell’interesse privato del socio unico di Atac, ovvero il Comune di Roma. La Sindaca, che ha tanto a cuore  la democrazia diretta, dovrebbe cogliere l’opportunità del referendum Mobilitiamo Roma dell'11 novembre, sulla liberalizzazione e l’innovazione del servizio di trasporto pubblico locale, per capire davvero di cosa ha bisogno la città".