Un pestaggio violento e brutale ai danni di un 16enne, finito quando il ragazzino era sdraiato a terra e viene accoltellato più volte. Ieri per l'episodio avvenuto lo scorso 14 ottobre a piazza Cavuor, luogo di ritrovo dei giovani della ‘Roma bene', sono stati arrestati sette ragazzi, alcuni dei quali minorenni, vicini o militanti del Fronte della Gioventù. La piccola organizzazione, che riprende il nome dalla sigla giovanile dell'Msi, ha sede in via Ottaviano 9. Qui era di casa anche Daniele De Santis, l'ultras giallorosso ed estremista di destra responsabile della morte del tifoso napoletano Ciro Esposito.

Chi parla su Facebook è Nicola Colosimo, responsabile del Fronte della Gioventù, che secondo gli inquirenti sarebbe stato avvicinato da alcuni dei presunti autori del tentato omicidio, dopo il suo arrivo a bordo del di uno scooter. Se la prende con il sistema che "ha colpito con tutte le sue armi, tentando inutilmente,di debellare un movimento giovanile che da due anni non si è mai piegato a nessun diktat e ha sempre fatto valere le sue idee e posizioni". Come se l'accoltellamento quasi a morte di un ragazzino fosse un complotto contro la piccola organizzazione di estrema destra di cui si fregia di essere il leader.

Poi l'attacco a "stampa, TV, giornalisti, radio,drogati di Facebook, sgualdrine il cerca di LIKE, giudici, pacieri, pacifisti, ignobili e repressione varia" e l'avvertimento: "NON CI FERMERETE MAI". "Fratelli miei,un augurio a voi, nella gioia o nel pianto vi saremo sempre vicini. Non vi lasceremo soli", continua a scrivere Colosimo, che chiude con lo slogan "tutti liberi subito", come i suoi camerati fossero in galera per combattere qualche ingiustizia.