Due giorni fa è cominciato il processo nei confronti dell'uomo accusato di aver violentato sessualmente sua figlia minorenne ad Anzio. L'imputato, un militare 45enne, era stato arrestato lo scorso febbraio dalla polizia locale e ora si discute della sua posizione al Tribunale di Roma, dove che l'organo giudicante di Velletri aveva dichiarato di essere incompetente a livello territoriale per procedere alla trattazione della causa. L'uomo sarebbe il presunto autore delle violenze nei confronti della figlia minorenne, con gli atti che sarebbero durati per oltre cinque anni. Nel dibattimento si è costituito anche la moglie dell'uomo come parte civile, che ha partecipato attivamente al processo come esercente la potestà genitoriale. Ora si attendono le prossime fasi della discussione del caso, con la corte che si è aggiornata a luglio per l'audizione di due testimoni e che si ritroverà a novembre per un momento cardine del processo, quando sarà ascoltata la figlia dell'uomo. Il militare durante il dibattimento ha respinto tutte le accuse, esattamente come quanto accaduto nell'interrogatorio di garanzia in carcere, dove il 45enne aveva negato ogni responsabilità.

Il ministro della Difesa prese provvedimenti verso il militare di Anzio

La vicenda di Anzio aveva avuto una forte rilevanza nazionale, colpendo in particolare il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, che aveva commentato così l'episodio sul proprio profilo Facebook: "Un soggetto del genere non è degno di chiamarsi uomo, né di indossare l’uniforme". I provvedimenti non si sono fatti attendere, con l'Esercito italiano che aveva comunicato l'avvio delle procedure per sospendere l'uomo dal servizio, come sollecitato proprio dal ministro Trenta. Dall'Esercito era anche arrivata la vicinanza verso la minorenne vittima delle violenze.