Il 18 marzo l'istituto alberghiero di Amatrice tornerà in vita. A distanza di due anni dal terremoto che ha sconvolto il Centro – Italia, i ragazzi possono tornare a studiare nell'istituto, dopo che sono state messe a norma le strutture per garantire il completamento degli studi. "Lunedì 18 marzo, alle ore 11, ad Amatrice presso la sala mensa nell'Area food, si terrà l'ultimo incontro tra i soggetti interessati per verificare le avvenute condizioni per il ritorno del terzo e quarto anno dei ragazzi dell'alberghiero ad Amatrice -ha dichiarato Filippo Palombini, il sindaco di Amatrice – Saranno presenti l'Istituto formativo, i dirigenti del Cfp, la Provincia e la Regione, oltre ai rappresentanti dei genitori dei ragazzi". Per consentire agli studenti di tornare nelle aule, l'Amministrazione comunale si è impegnata per ricostruire l'edificio grazie a una donazione arrivata dal Comune di Trieste.

Amatrice torna a vivere grazie all'alberghiero

Gli studenti potranno trasferirsi ad Amatrice per frequentare la scuola, le cui attività riprenderanno a partire dal 24 marzo. "Gli studenti saranno ospitati presso La Fontana e l'agriturismo Amatrice che ringrazio per la disponibilità manifestata – ha continuato Palombini – La Regione ha messo a disposizione i fondi necessari per i maggiori costi dello sdoppiamento della scuola, gli insegnanti, il personale di servizio, il vitto e alloggio secondo quanto richiesto dall'Ifr. Ora tocca all'Istituto mettere in atto quanto necessario per pianificare il trasferimento e le lezioni che inizieranno dopo il 24 marzo, al ritorno degli studenti dagli stage esterni". Un segnale importante, un ritorno alla vita dopo il terremoto che ha distrutto Amatrice e devastato il Centro-Italia. E si riparte proprio dai giovani. "Ad aprile, finalmente, anche gli Ambasciatori del gusto che tanto hanno dato alla nostra scuola in questi due anni verranno ad Amatrice a svolgere le loro lezioni. È un segno di rinascita, che accade quando riesci a riappropriarti di quanto gli eventi ti hanno tolto con la forza, è un'altra prima pietra da cui ripartire".