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Alberto Bonanni, amici e parenti impediscono la riesumazione della salma

Un presidio di un centinaio di persone nel cimitero di Roviano ha impedito la riesumazione della salma di Alberto Bonanni, il musicista pestato a sangue nell’estate del 2011 a Rione Monti e morto dopo 3 anni di coma e sofferenze. In prima fila genitori e amici di Alberto.
A cura di Valerio Renzi
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Si sono ritrovati da questa mattina presto nel cimitero di Roviano. Ci sono i genitori di Alberto Bonanio, il musicista pestato a sangue per futili motivi a Rione Monti il 26 giugno del 2011, assieme ai parenti e agli amici, in tutto un centinaio di persone determinate a non far riesumare la salma di Alberto. Un vero e proprio calvario quello di Alberto iniziato quella notte e durato per altri tre anni di coma. E ora che riposa nel cimitero del paese di famiglia i genitori sono determinati ad evitare "un nuovo scempio sul suo corpo martoriato dalle botte e dalle operazioni".

La richiesta di riesumazione del corpo è stata avanzata dall'avvocato Giulia Buongiorno, legale di uno dei giovani imputati per la morte di Bonanni. Ma per ora nulla da fare: il giudice ha momentaneamente disposto il rinvio. Alla richiesta della difesa si sono fermamente opposti mamma Patrizia e papà Evaristo, che hanno chiamato in causa con una lettera anche il presidente Mattarella il ministro della Giustizia Orlando.

Su Facebook è nato il gruppo ‘Alberto non riposa in pace' per appoggiare la battaglia dei genitori ed evitare "un'ulteriore violenza del corpo di Alberto, già martoriato dalle percosse e dai quasi quattro anni di malattia e interventi chirurgici. La Magistratura ha la possibilità di valutare le ragioni della sentenza basandosi sull'infinità di documenti e perizie già agli atti. Quali ulteriori dubbi dovrebbe fugare l'ennesimo martirio del corpo di Alberto e del dolore della sua famiglia? Possibile non conti nulla la loro espressa volontà di lasciare in pace il proprio figlio e di avere loro stessi la pace, l'unica cosa che chiedono come esito di questa drammatica storia?".

Per il pestaggio di Alberto sono state condannate quattro persone. Se nel 2013 la I Corte d'appello di Roma ha confermato la condanna a 9 anni di carcere inflitta in primo grado col rito abbreviato a Carmine D'Alise e Cristian Perozzi, lo scorso aprile la pena è per Massimiliano Di Perna e Gaetano Brian Bottigliero è stata inasprita da 9 a 12 anni rivendo il reato di lesioni gravissime con quello di tentato omicidio.

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