Affittopoli, centri sportivi e negozi per pochi euro: chi guadagna deve pagare

Canoni mai aggiornati e affitti a prezzi stracciati, anche per attività che utilizzano il patrimonio pubblico per scopi puramente commerciali. L'altra faccia della medaglia della gestione degli immobili del Comune di Roma non riguarda gli affitti ai locatari mai aggiornati, ma impianti sportivi, circoli e bar. Alcuni esempi: il palazzetto dello Sport realizzato per le Olimpiadi del 1960, gioiello di architettura di Pier Luigi Nervi, è stato dato in concessione alla Virtus, prima squadra di basket della città a soli 500 euro al mese; il Circolo Montecitorio, riservato ai parlamentari e alle loro famiglie, fa incassare al Campidoglio solo 2.700 euro l'anno; il Galoppatoio di Villa Borghese arriva appena a 231 al mese, eppure qua ci si corrono alcune delle gare di ippici più importanti d'Europa; 7000 euro (e sembrano già tanti in questo contesto) paga il bowling e minigolf Brunswick all'Acqua Cetosa.
E ancora una selva di negozi e bar, disseminati dal centro alla periferia che pagano due lire per il loro affitto. A guidare la gestione del patrimonio pubblico dovrebbe essere un criterio semplice ed efficace: chi guadagna deve pagare, chi lo utilizza a fini sociali o ha diritto ad un'abitazione popolare deve versare il giusto. Criterio che sembra ampiamente disatteso da quanto sta emergendo dall'indagine interna del Campidoglio. Anni di malversazione e cattiva gestione che hanno provocato mancati introiti
