"Mancano le mascherine, non possiamo uscire ad effettuare la raccolta" è l'appello dei lavoratori Ama, che denunciano una situazione d'emergenza a Roma Est, invasa dai rifiuti, perché senza dispositivi di sicurezza non possono svolgere il turno di lavoro. Così i sacchetti restano a terra, in strada, creando mini discariche a cielo aperto, come quella immortalata nella foto e, complice il caldo con l'estate ormai alle porte, nella Capitale torna l'allerta rifiuti. La segnalazione arriva dalle sedi aziendali Ama di Settecamini, Case Rosse, San Basilio, Torraccia, Casal Monastero, Rebibbia e Casal de’ Pazzi, dove non ci sono mascherine né vestiti estivi a sufficienza per i dipendenti, costretti a lavorare in condizioni a limite, indossando divise invernali fuori stagione. Una situazione, spiegano i Cobas, quella che vede scarseggiare i dispositivi di sicurezza in azienda, "che va avanti da inizio emergenza, ma che ha visto un netto peggioramento nelle scorse settimane".

I sindacati puntano il dito contro dirigenza Ama e Campidoglio

I sindacati puntano il dito contro la dirigenza Ama: "Non si possono lasciare per settimane i lavoratori senza i dispositivi di protezione individuale, impedendogli di lavorare senza correre rischi e provocando una ripercussione sulla raccolta di interi quartieri della Capitale, con un rischio anche per i cittadini". Una questione che, spiegano i Cobas, dev'essere necessariamente presa in carico dal Campidoglio: "Il Comune di Roma non può legittimare le decisioni di un'azienda che non ha ancora approvato alcun Bilancio economico, smonta la raccolta porta a porta nei quartieri Colli Aniene, Torrino e Mezzocammino senza alcun Piano Industriale, lascia i lavoratori senza dispositivi di protezione personale, mentre continua a ripetere non c'è alcun problema".

Zaghis: "Ama ha messo in campo tutta la protezione possibile"

"Ama ha messo in campo tutta la protezione possibile" a rispondere ai sindacati l'amministratore unico di Ama Stefano Zaghis. Durante un'audizione in commissione capitolina Ambiente ha detto: "Il virus da inizio emergenza ha colpito quattro persone in Ama, provocando due decessi". Tre i dipendenti contagiati a Rocca Cencia, di cui uno ad aprile, positivo, ma che non mostrava sintomi della malattia". E ha aggiunto: "Da quel momento in poi non abbiamo più registrato altri nuovi contagi".

Due dipendenti Ama morti di coronavirus

Sono due i dipendenti Ama morti di coronavirus da inizio emergenza. Si tratta di Ezio Cipriari e Alberto Bucchi. Il primo, un cinquantaduenne, è deceduto il 9 aprile, le sue condizioni di salute si sono progressivamente aggravate dopo aver contratto il virus a inizio marzo. L'operaio in servizio da ventisette anni, lavorava come preposto di autorimessa presso lo stabilimento aziendale di Rocca Cencia. Il secondo, un sessantaquattrenne autista nella stessa rimessa, è deceduto lo scorso 14 aprile, dopo aver lottato un mese tra la vita e la morte.