In questo periodo di isolamento forzato in cui non solo non si può uscire di casa, ma molte persone non possono lavorare per le disposizioni sul contenimento del contagio, c'è chi sta vivendo un periodo di seria difficoltà. Alcuni hanno avuto ‘fortuna' e riceveranno la cassa integrazione, altri hanno perso tutto e non sanno come andare avanti. E mentre c'è chi racimola gli ultimi spiccioli per mettere insieme il pranzo con la cena, c'è chi adesso non ha più un euro nemmeno per un pezzo di pane. Un vero e proprio dramma sociale, che in alcune parti d'Italia ha già portato ai primi tentativi di non pagare il cibo al supermercato, messi in pratica da persone disperate. Ma c'è chi si sta organizzando per aiutare chi non può più permettersi di comprare i generi alimentari.

Dopo i cittadini che si sono auto organizzati per portare spesa e medicinali a casa delle persone fragili, anziane e immunodepresse (attività che viene portata avanti costantemente anche dai volontari della Croce Rossa su tutto il territorio nazionale), nasce adesso la spesa solidale. In diversi quartieri della capitale, in tanti stanno comprando generi alimentari per lasciarli a chi non ha più soldi. E per non essere invadenti, e non mettere in imbarazzo chi magari ha difficoltà a dire di non avere più denaro per il cibo, i sacchetti o i pacchi vengono lasciati sulle panchine, appesi ai paletti del marciapiede, nelle piazze principali dei quartieri. Così chi ha bisogno può passare e prendere una busta, evitando di rimanere a digiuno. Un dramma in cui non dovrebbe vivere nessuno. Spesso, come nel caso di via Lorenzo il Magnifico, l'iniziativa è dei commercianti della zona. Tante altre, di cittadini che comprano pasta e pane in più, per poi donarlo a qualcun altro. Un bell'esempio di solidarietà, che oggi aiuta tanti a sopravvivere.